ISSN 1973-9702

 

U3 iQuaderni #18

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ottobre-dicembre 2018

Nuove architetture urbane
editoriale di M. Darò, M. Farina & F. Graviglia
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Astrazione intenzionale e “forma urbis” in Dario Passi
di M. Beccu
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Come Giano bifronte. L’ambivalente architettura di Hans Kollhoff
di M. Farina
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Il nichilismo progettuale in David Chipperfield
di M. Darò
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LAN Architecture: il linguaggio contemporaneo della Parigi Haussmanniana
di F. Graviglia
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Ritorno all’Ordine. Influenza Italiana e architetture “disciplinate” in Spagna
di S. Martín Blas
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Considerazioni sul tema della facciata. Tra linguaggio e tecnologie nella produzione contemporanea
di S. Paris
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Alcuni concetti chiave per una nuova “architettura urbana”. Dall’oggetto autoreferente alla città
di M. Pietrolucci
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Pensieri critici per il progetto della città contemporanea
di V. Magnago Lampugnani
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Lettera del direttore

Questo ritaglio de Il Paese di quasi sessanta anni fa ritrovato fra vecchie carte (probabilmente salvato dalla mia amorevole madre) mi sembra ci fornisca l’occasione di qualche considerazione. Oggi non so quanti (e io per primo) sottoscriverebbero le tesi illustrate nell’articolo, ma non so neppure se saremmo in grado di esprimere tanto appassionato impegno sui temi dell’architettura e dell’ambiente costruito. Né dobbiamo ignorare che a quella riunione, promossa da no un’associazione studentesca, ha partecipato il fior fiore della giovane architettura e urbanistica dell’epoca, sia pur tutta rigorosamente di sinistra e “romana”. Forse c’era anche la preoccupazione dei meno giovani di essere superati dalle nuove leve, ma resta il fatto, che oggi sarebbe straordinario, di una riunione intorno a tesi e non a rivendicazioni sindacali. (…)

Nuove architetture urbane

La città contemporanea, costruita nel corso degli ultimi decenni, appare oggi come una somma di edifici-eccezione, apparentemente autoreferenziali e incapaci di entrare in dialogo tra loro. Negli ultimi anni alcune rilevanti figure del panorama architettonico hanno proposto una visione alternativa dello spazio urbano, fondata su alcuni caratteri tipici della città europea: il ruolo centrale assegnato all’architettura nella costruzione dello spazio urbano, la funzione della facciata come elemento in grado di conferire carattere e forma alla città, l’equilibrio tra uniformità e variazione architettonica, sono gli aspetti qualificanti di un modello spaziale e figurativo radicato nel senso comune. La ricerca di una continuità con la città storica e la rielaborazione dei temi tradizionali della facciata urbana si traduce in architetture dal carattere rigoroso e seriale che sembrano porsi in alternativa alle architetture singolari caratteristiche del passaggio al nuovo millennio. Tuttavia queste Nuove Architetture Urbane, pur ricercando una continuità estetica e percettiva con la città storica, finiscono per emergere come singoli oggetti autoriali, configurandosi come una delle tante espressioni dell’articolato panorama della cultura postmoderna.