ISSN 1973-9702


EFFETTO CITTÀ

Trasformazioni (peri)urbane nell’area metropolitana di Roma. Riflessioni attorno ai confini urbani

di Lorenzo De Vidovich

 

Il contributo riassume i contenuti del seminario “Effetto città. Riflessioni dall’area metropolitana di Roma”, organizzato da Lorenzo De Vidovich con Nicola Vazzoler, che ha presentato e discusso il “Monitoraggio delle forme periferiche dell’area metropolitana di Roma”, ricerca del DGAAP del MiBAC, sviluppata dal gruppo di ricerca GU|Generazione Urbana e finalizzata alla raccolta sistematica di informazioni sulle periferie, con l’obiettivo di fornire materiali di ricerca per possibili progettazioni e percorsi di rigenerazione. L’articolo riassume i principali contenuti della ricerca, corredati da una nota a margine di Lorenzo De Vidovich su due specifici comuni del periurbano romano. In seguito, impreziosito dagli interventi dei quattro ospiti, il contributo individua tre temi centrali per la governabilità delle aree metropolitane, discussi a partire da uno sguardo sull’area romana: governabilità, intensitàe infrastrutture.

This brief article resumes the main contents of the seminar “Effetto città. Riflessioni dall’area metropolitana di Roma”, organized by Lorenzo De Vidovich and Nicola Vazzoler, who presented and discussed the ministerial research “Monitoraggio delle forme periferiche dell’area metropolitana di Roma”, carried out by GU|Generazione Urbana, and aimed at collecting useful information regarding peripheries for further explorations, projects or regeneration programmes. The report is therefore a potential resource for local administrations in coping with territorial fragilities and social exclusion. The article summarizes the contents of this research, supplemented by a brief focus on two specific peri-urban municipalities, presented by Lorenzo De Vidovich. Subsequently, the contribution identifies three main issues for the governance of metropolitan areas, moving from the discussion on the Rome area enriched by four guest speakers: governability, intensityand infrastructure.

 

Lorenzo De Vidovich, sociologo, è dottorando presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e membro del laboratorio di sociologia dell’azione pubblica “Sui Generis”. Si occupa di governance del welfare locale, rigenerazione urbana e diseguaglianze sociali.

Smart and Sustainble Planning for Cities and Regions

 

di Anna Laura Palazzo

 

Anna Laura Palazzo, Professore associato di Urbanistica, Università degli Studi Roma Tre. Dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e urbanistica, Specialista in Studio e Restauro dei Monumenti presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha svolto numerose ricerche per conto di enti pubblici e privati su recupero e rigenerazione urbana, pianificazione di area vasta, sviluppo locale, politiche del patrimonio e del paesaggio, ed è attualmente impegnata in progetti di ricerca nazionali e internazionali (COST, Seventh Framework Programme Marie Curie, Erasmus + Capacity Buil- ding). Autrice o curatrice di diversi volumi e di numerosi articoli e saggi peer-reviewed sia in Italia che all’estero.

SUI PAESAGGI URBANI

 

Forma, funzionalità e socialità come qualità progettuali degli spazi pubblici contemporanei

di Sara Caramaschi

 

Ormai da tempo, la comunità scientifica abbraccia la tesi sostenuta dalla Convenzione Europea del Paesaggio (2000) secondo cui ogni comunità deve potersi riconoscere nel proprio paesaggio, partecipando alla sua trasformazione e cura. Questa affermazione ci invita a considerare le intersezioni materiali e immateriali che si costituiscono tra progetto e contesto, tra spazio e percezioni, tra luoghi e comunità, imponendo una riflessione sul tema dello spazio pubblico, in particolare del suo progetto, che deve sempre più declinarsi a una molteplicità di forme, funzioni e attese sociali. Il testo che segue, attraverso la lettura critica dei lavori di diversi autori, si interroga su come affrontare e interpretare questi temi, in particolare tratteggia una riflessione aperta e implementabile sui fattori, caratteri o specificità dei luoghi capaci di incidere sulla qualità urbana e paesaggistica dei territori urbanizzati.

The scientific community embraces the main argument of the European Landscape Convention (2000), according to which every community must be able to recognize in its landscape, participating in the transformation and the care of places. This statement invites us to consider the intersections on tangible and intangible assets between project and context, space and perceptions, and between places and communities, imposing a reflection on public space, particularly on its project, that must increasingly be inflected by a multiplicity of forms, functions and social expectations. The text that follows, thanks to the work of several authors, outlines an open reflection on the factors, characters or specificity of those places able to affecting urban and landscape quality in the urbanized world.

Sara Caramaschi (Mantova, 1988) architetto e dottore di ricerca in Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali (con la tesi ‘BEYOND STREET FOOD. Regole e sotto-regole del commercio mobile. Lezioni americane di rivitalizzazione: il caso di San Francisco’). Ha svolto periodi di studio e di ricerca presso NTNU – Norwegian University of Science and Technology (2012), Columbia University (2014) e Berkeley University (2016). Ha svolto attività di ricerca al Landscape Design Lab (2017-2018) presso l’Università degli Studi di Firenze, ha collaborato alla didattica a Roma Tre (2014-2017) e attualmente collabora alle attività didattiche del DIDA ed è tutor in ‘Urban Theory’ presso la Middlebury School in Italy.

LA MENTE RICERCA E RACCONTA

 

“Roma altrimenti”: la scuola e l’istituzione della parola che rinascono attraverso la ricerca

di Martina Pietropaoli

 

In forma di breviario si offre una riflessione all’indomani della presentazione delle prime Note di U3 – Urbanistica Tre su I racconti di Roma Capitale. Gli scritti raccolti nel volume sono premesse ed esito dell’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro che ha coinvolto studenti del Liceo Virgilio e ricercatori universitari (restauratori, urbanisti, paesaggisti) nella rilettura critica degli strati  fisici e immateriali delle diverse vocazioni di Roma. Vengono qui discussi evidenziando le doti dell’esperienza della mente che ricerca per rifondare il futuro del vivere civile attraverso la parola.

Martina Pietropaoli, attualmente Dottoranda in “Paesaggi della città contemporanea: politiche, tecniche e studi visuali” (Dipartimento di architettura, Roma Tre). Con la tesi specialistica in Progettazione urbana “La vigna come progetto” e la tesi triennale in Scienze dell’architettura “Cura/architettura” si è interrogata sul ruolo della coscienza e dell’intenzionalità nel progetto architettonico e urbano. I suoi interessi per l’oggetto della città europea muovono attorno alle implicazioni filosofiche, antropologiche e sociali delle tecniche di trasformazione urbana. Attraverso una conoscenza storica profonda e interdisciplinare, indaga modi antichi e nuovi di connettere narrazione e costruzione. Collabora con il giornale on-line di settore Urbanistica Tre.

FORESTA E CITTÀ, PARTE 2

 

Urban forest vs foresta urbana: storia di un concetto fra America e Europa

di Giulia Pandolfi

 

L’articolo analizza in modo comparato l’evoluzione del concetto di Foresta Urbana tra Stati Uniti ed Europa. L’espressione ha una storia più lunga in Nord America, la quale deve molto alle tradizioni locali di gestione (Urban Forestry) sviluppatasi da più di un secolo. In modo diverso, il rapporto istauratosi storicamente tra città e foresta nei vari paesi europei rende interessanti le varie traduzioni del concetto, le quali seguono le sfaccettature storiche locali. Sebbene si tenga in considerazione che a seconda del contesto storico e culturale di riferimento vi siano delle differenze, l’importanza di una armonizzazione terminologica a livello internazionale è necessaria al fine di migliorare la gestione, la comparabilità, la compatibilità e la coerenza delle risorse naturali internazionali.

The analysis focuses on the comparative evolution of the terminological use between the United States and Europe of the concept of Urban Forest. The expression has a longer history in North America, which has developed for more than a century several local traditions on how to manage it (Urban Forestry). The different relationship between city and forest in the various European countries makes interesting the various translations according to the local historical facets.  Although it is important to take into account the different historical and cultural contexts, the harmonization of the terminology at an international level is a necessary step in order to improve management, comparability, compatibility and coherence of international natural resources.

Giulia Pandolfi, laureata in Architettura – Progettazione Urbana all’Università Roma Tre, ha conseguito nell’aprile 2018 il dottorato di ricerca in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”presso la stessa università. Si occupa di urbanistica e paesaggio e nell’ambito della formazione dottorale ha approfondito i problemi e le opportunità della gestione dell’acqua piovana, vista come sfida ma anche risorsa per la progettazione dell’habitat urbano.


FORM OF PLACE, part 1

 

Form of place. Relation between Physical Form and place attachment

di Rouhollah Rahimi, Mojtaba Ansari, Mohammad Reza Bemanian, Mohammadjavad Mahdavinejad

 

The sense of place is the factor that transforms a space into a place with the sensory characteristics and special treatment for specific individuals. Place is a sensible and perceived space and associated with memory, that part of its meaning can be traced in human experience and emotions. The purpose of this paper is to evaluate the efficacy and role of architectural form and structure of environment to create positive and negative emotions in the human mind over the place. To achieve this purpose in the research process Descriptive analytical method by composition the sample examining “garden-tomb of Hafez”, is used. The result is that the physical environment and form through specific mechanisms involved in the sense of place and In the sample survey the fact that the structure of form of this place consists of components that not only create a sense of place, but effect on other factors that create the sense of place, is provided.

Rouhollah Rahimi was born in Mahallat,Iran in 1980. He is a Ph.D. candidate in Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran with a thesis named “Relation between Physical Form and Place attachment in Architecture (Case study: Communal spaces of residential complexes in Tehran)”. He currently works as Researcher and visiting professor in the University if Rome Tor Vergata. He is also a faculty member of the University of Mazandaran. His research interests are: Sense of place, Urban regeneration, Social and public space, Urban form, Islamic architecture, Parametric design, Housing.

Mojtaba Ansari was born in 1956, Iran. He is an associate professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Persian Landscape Architecture, Applied Geometry & Geometrical Pattern in Persian Art & Architecture, Architectural Psychology, Bionic Architecture.

Mohammad Reza Bemanian was born in 1958, Iran. He is a full professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Wisdom of art, Islamic Architecture and Urbanism, Criticism and theory of Architecture and Urbanism, Building Tech and Management, Urban Management, Highrise Buildings.

Mohammadjavad Mahdavinejad was born in 1977, Iran. He is an associate professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Iranian contemporary Architecture, Heritage and Sustainable Development, Smart Technologies and Intelligent architecture, Parametric design, Optimization and Computational Algorithm in architecture, Contemporary Building Construction.


FORM OF PLACE, part 2

 

Form of place. Form and emotional interaction with place

di Rouhollah Rahimi, Mojtaba Ansari, Mohammad Reza Bemanian, Mohammadjavad Mahdavinejad

 

The sense of place is the factor that transforms a space into a place with the sensory characteristics and special treatment for specific individuals. Place is a sensible and perceived space and associated with memory, that part of its meaning can be traced in human experience and emotions. The purpose of this paper is to evaluate the efficacy and role of architectural form and structure of environment to create positive and negative emotions in the human mind over the place. To achieve this purpose in the research process Descriptive analytical method by composition the sample examining “garden-tomb of Hafez”, is used. The result is that the physical environment and form through specific mechanisms involved in the sense of place and In the sample survey the fact that the structure of form of this place consists of components that not only create a sense of place, but effect on other factors that create the sense of place, is provided.

Rouhollah Rahimi was born in Mahallat,Iran in 1980. He is a Ph.D. candidate in Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran with a thesis named “Relation between Physical Form and Place attachment in Architecture (Case study: Communal spaces of residential complexes in Tehran)”. He currently works as Researcher and visiting professor in the University if Rome Tor Vergata. He is also a faculty member of the University of Mazandaran. His research interests are: Sense of place, Urban regeneration, Social and public space, Urban form, Islamic architecture, Parametric design, Housing.

Mojtaba Ansari was born in 1956, Iran. He is an associate professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Persian Landscape Architecture, Applied Geometry & Geometrical Pattern in Persian Art & Architecture, Architectural Psychology, Bionic Architecture.

Mohammad Reza Bemanian was born in 1958, Iran. He is a full professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Wisdom of art, Islamic Architecture and Urbanism, Criticism and theory of Architecture and Urbanism, Building Tech and Management, Urban Management, Highrise Buildings.

Mohammadjavad Mahdavinejad was born in 1977, Iran. He is an associate professor of Architecture at Tarbiat Modares University of Tehran. His research interests are: Iranian contemporary Architecture, Heritage and Sustainable Development, Smart Technologies and Intelligent architecture, Parametric design, Optimization and Computational Algorithm in architecture, Contemporary Building Construction.

PLACE, MEMORY AND RUIN

 

Place, Memory and Ruin: for an architecture that preserves the value of the historicity of the place

di Martim Guimarães da Costa

 

Valorizzare il progetto e il paesaggio attraverso la scoperta di frammenti o realtà incomplete, cristallizzate nel tempo, compone una cornice figurativa, il cui atto di design in architettura, come forma di riflessione sull’architettura stessa, il luogo e il contesto, scatena un risultato di un scontro tra due annunciatori: la parola storica di rovina e la parola del nuovo costruito.

Valuing the project and landscape through the discovery of fragments or incomplete realities, crystallized in time, composes a figurative frame, whose act of design in architecture, as a form of reflection on architecture itself, the place and the context, unleashes a result of a clash between two announcers: the historical word of ruin and the word of the new built.

Martim Guimarães da Costa received his master’s degree in Architecture at University of the Beira Interior. In his master’s thesis, he used the written and constructed works of the architects Eduardo Souto de Mouro and Giorgio Grassi, using their preexistence intervention methodologies in order to analyze the relationship between the ruins and the landscapes where they are inserted. He is an architect and his work is carried out at various scales, from urban planning to furniture design. He designed single-family houses, multifamily housing, museums, services, commerce and public spaces, in study and execution projects in various contexts, such as for new construction, restoration, preservation, rehabilitation and urban regeneration. Currently, his research interest focuses on urban regeneration policies, areas of urban rehabilitation and preservation of built heritage.

Novità in rubriche – Focus

PAESAGGI DI RACCORDO

 

Paesaggi di Raccordo. Nuove trame di spazi aperti tra Anagnina e Torre Spaccata

di Giulia Marino

 

La ricerca riguarda le discontinuità materiali e immateriali delle parti di città che gravitano attorno al GRA. L’area di studio, a sud-est di Roma, è l’esito della giustapposizione di pezzieterogenei, introversi, autonomi e separati da vuoti, dove né la trama del costruito né quella infrastrutturale risolvono la questione complessa dei rapporti tra le parti.
È possibile individuare proprio nel sistema dei vuotila figura in grado di determinare, supportare e potenziare rapporti di carattere funzionale, narrativo e ambientale tra le parti? Può questa figura diventare ossatura e principio di orientamento, senza perdere la varietà di condizioni al suo interno? È possibile volgere le porzioni di “strato libero” in un sistema continuo, capillare e coesivo? La strategia di progetto individua nei Paesaggi di Raccordo– paesaggi ibridi i cui valori da preservare sono la continuità e la capacità di insinuarsi nella materia urbana esistente – la trama ri-strutturante di questa parte di città.

The research is about material and immaterial discontinuities in those parts of the city that surround the GRA. The selected area, in Rome, is the result of a juxtaposition of piecesthat are heterogeneous, introverted, autonomous and divided by empty spaces, where neither the urban fabric nor the system of the infrastructures can solve the complex matter of relationships among the parts. Is it possible to identify inthe system of the voidsthe figure that is able to determine, to support and to enhance the relations (functional, narrative and environmental) among the parts? Can this figure become the backbone and the guiding principle, without losing its variety of conditions? Is it possible to turn the “empty layer” into a continuous, capillary and cohesive system? The strategy identifies Paesaggi di Raccordo- hybrid landscapes whose values to be preserved are the continuity and the ability to seep in the existing urban fabric – as the plot able to reorganize this part of the city.

Giulia Marino si è laureata con lode in Progettazione Urbana presso l’Università di Roma Tre, nell’ambito del Laboratorio di Laurea “Attraverso il GRA. Progetti per la città anulare”, con una tesi dal titolo “Paesaggi di Raccordo. Nuove trame di spazi aperti tra Anagnina e Torre Spaccata”. Ha svolto attività di supporto didattico nei corsi “Fondamenti di Architettura del Paesaggio” e “Territorio, Ambiente e Paesaggio” presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre. Ha collaborato con lo studio ATELYE 70 Planning and Design a Istanbul (2016) e con RUR – Rete Urbana delle Rappresentanze a Roma (2017).

11

 

di Fulvio Orsenigo

 

Questa serie di fotografie si propone di esplorare la relazione esistente tra l’aspetto formale delle immagini e la struttura sensibile dell’organo biologico. Questa relazione viene indagata attraverso un graduale svuotamento degli aspetti emozionali ed occasionali contenuti nelle immagini,  regredendo nel processo percettivo dall’oggetto alla struttura, all’elemento singolo percepito come regolarità geometrica nel campo visivo. In questo processo di regressione gli aspetti formali che ne emergono non sono più qualità geometriche o di luminanza rappresentate negli oggetti, ma piuttosto qualità rappresentate nelle operazioni della struttura primaria dell’analizzatore sensoriale il cui prodotto, l’immagine, non è più immagine di qualcosa, ma manifestazione di quelle operazioni. Le fotografie di11inseguono questa regressione: è il tentativo di leggere l’immagine come architettura della struttura primaria, evidenziando le costanti implicite che operano nella relazione tra organo di senso e ambiente, costanti che sono di fatto trasparenti, inglobate e infine incarnate negli oggetti della percezione.

This series of photographs aims to explore the relationship between the formal aspect of the images and the sensitive structure of the biological organ. This relationship is investigated through a gradual emptying of the emotional and occasional aspects contained in the images, regressing in the perceptual process from the object to the structure, to the single element perceived as geometric regularity in the visual field. In this regression process, the formal aspects that emerge are no longer geometric or luminance qualities represented in the objects, but rather qualities represented in the operations of the primary structure of the sensory analyzer, whose product, the image, is no longer the image of something, but the manifestation of those operations. The photographs of 11 follow this regression: it is an attempt to read the image as architecture of the primary structure, highlighting the implicit constants that operate in the relationship between sense organ and environment, constants that are in fact transparent, incorporated and finally embodied in the objects of perception.

Fulvio Orsenigo è un fotografo di architettura e di paesaggio. Al centro del suo lavoro è il rapporto tra rappresentazione spaziale e processi percettivi, che viene esplorato nei progetti sull’architettura e sul paesaggio. Ha ideato e partecipato al progetto collettivo Venezia_Marghera, curato da Paolo Costantini ed esposto in occasione della 47 Biennale di Venezia (1997). Ha pubblicato, con Alessandra Chemollo, i volumi “Senzaposa” (2004) e “Internofuori” (2006). Dal 2005 al 2009 insegna fotografia all’Università di Architettura di Venezia. Cofondatore di Fuorivista, un collettivo di fotografi con il quale produce e cura il progetto e il libro “Sismycity. L’Aquila 2010” (2010), un lavoro sugli effetti del terremoto dell’Aquila, esposto a Palazzo Ducale di Venezia e alla Triennale di Milano. Nel 2016 è invitato ad esporre “Italogramma”, un progetto con Alessandra Chemollo, nel Padiglione Italia della 15. Biennale di Architettura. Le sue fotografie sono ampiamente pubblicate in riviste e libri di architettura.

GREEN WAY TERZOLLE

 

Green Way Terzolle. Un sistema d’interventi per disegnare il paesaggio

di Giacomo Dallatorre

 

I corsi d’acqua rappresentano elementi di continuità attraverso i quali ripensare le periferie dei centri abitati, affidandosi ad un processo di ricucitura dei margini e di messa a sistema dei vuoti urbani. Segnalato nel Piano Strutturale come uno dei principali corridoi ecologici del Comune di Firenze, il Terzolle è la spina dorsale della proposta per un parco lineare tra i quartieri di Novoli e Rifredi. Si prevede il riutilizzo di questa antica infrastruttura urbana in un nuovo scenario: il bordo del torrente può essere vissuto in maniera continua, attraverso il risanamento dei sistemi di accesso esistenti ed un abaco di progetti lungo il percorso, in grado di rinnovare il rapporto tra natura e città. Il parco si struttura attraverso una serie di stanze all’aperto dove sostare lontani dai rumori del traffico. Il passaggio tra le sponde è garantito dal recupero dei ponti esistenti e la previsione di nuove pergole, mentre un sistema modulare di padiglioni ospita servizi legati allo sport ed attività per la vita di quartiere.

Watercourses represent continuity elements through which reconsider the suburbs of built-up areas relying on a process to reconnect the river sides and to organize in a system a series of urban empty spaces. Reported in the Structural Plan as one of the main ecological corridors of Florence Municipality, Terzolle is the backbone of a proposal meant to create a line park between the neighborhoods of Novoli and Rifredi. It is expected the reuse of this ancient urban infrastructure set in a new scenario: the edge of the stream can be experienced continuously, through the requalification of the existing entry systems and an abacus of projects along the way able to revive the relation between nature and city. The park is structured through a series of open rooms where to stand away from the traffic noise. The passage between the shores is guaranteed by the recovery of existing bridges and the plan of new pergolas, while there’s a modular system of pavilions hosting services connected to sport and activities for the neighbourhood life.

Giacomo Dallatorre (Montevarchi, 1986), è architetto e borsista di ricerca. Dopo la laurea presso l’Università degli Studi di Firenze (A.I. Volpe, Fabio Lucchesi, 2012), è cultore della materia presso il laboratorio dell’architettura III, prof. Andrea Innocenzo Volpe. È attualmente collaboratore del Dida Communication Lab, afferente al sistema dei laboratori DIDALABS, con il quale partecipa a numerosi progetti editoriali e di ricerca. In qualità di tutor partecipa a numerosi workshop ed allestimenti, tra i quali: “Camaiore and the Via Francigena” (2017, supervisor prof. Toru Ajisaka e Makiko Masudome), “Prato (China) Crossing new zeland” (2013, supervisor Prof. Francesco Collotti, Prof. Tony Van Raat.

Call for photos

Energy Planning in Mediterranean Landscapes

edited by Anna Laura Palazzo and Federica Benelli

 

The scientific journal QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091) is looking for a  Photographic project to complement its issue no.19, edited by Anna Laura Palazzo and Federica Benelli, Energy Planning in Mediterranean Landscapes.

 

1. Subject of the Photographic project:

This call seeks to build a visual dialogue with the theme of QU3#19 to be issued in the first quarter of 2019. It is focused on integrated energy planning in the Mediterranean countries, intended as a set of approaches, processes and practices aimed at bringing together different objectives and disciplinary contributions.
The energy sector, notably the Renewables (RES), unquestionably important for the reduction of greenhouse gas emissions, will keep increasing its influence in the years to come.
As a matter of fact, an increase in the RES may bring to cultural and natural heritage and to the environmental balance even severe side effects. No need to remind the manifold impacts of energy plants (wind farms, solar fields, energy crop fields, etc.) and of their infrastructures (roads, distribution lines, etc.) on territory and landscape. How would you answer this call with a picture?
Which pictures best describe the challenge of coupling renewables and landscape?
The cover is expected to cast a light on the match-mismatch between energy plants and their physical reception frame that is landscape? We eagerly await your answers!
 

2. Who can participate 

Anyone can send photos or artwork in a digital format by 21st December 2018 to the editorial board e-mail address: iquadernidiu3@gmail.com

3. How to participate 

In order to participate to the Call you are required to send the photographic project and a description following these indications:

A. Photographic project

1. The pictures must be in a digital version

2. The Photographic project must include between 8 and 20 pictures 

3. The pictures must be an original work of the author 

4. The pictures’ content must not infringe any intellectual property

5. Pictures’ dimensions: short side 20 cm

6. Resolution: 300 dpi

7. File dimension: max 6 Mb (per picture)

8. Format: .jpg

9. All files must be named with the authors’ name followed by the work’s title and a possible caption 

(e. g. ‘JohnSmith.roma.pantheon.jpeg’)

B. Description (.doc; .docx format)

1. Author’s name and surname

2. Title of the Photographic Project 

3. Description of the photographic project (max 1500 characters, including spaces)

4. Author’s bio (max. 700 characters, including spaces)

The project and description must be sent to the e-mail address iquadernidiu3@gmail.com no later than 21st December 2018. The e-mail subject must be the following: CALL FOR PHOTOS_QU3-19_Surname. Title of the photographic project (e.g.: CALL FOR PHOTOS_QU3-19_Smith. Pantheon).

In case the attachments are too big to be sent via e-mail, it is possible to use WeTransfer (https://wetransfer.com ) to send both the photographic project and the description.

4. Selection criteria:

The editorial board of QU3 and the editors will select the most suitable photographic project according to the following criteria: 

A. Adherence to the topic; 

B. Composition; 

C. Description of the project. 

Authors are requested to bear the graphic setting of QU3 in mind when preparing the pictures. 

5. Publication:

The photographic project will be published in its own section of the journal. The editorial board of QU3 will choose which and how many pictures will be published in the issue. 

The editorial board of QU3 will also choose one of the pictures of the selected photographic project to be the cover picture of the issue (the picture will have to be resized and cropped in order to adapt it to the journal’s format). 

In case none of the materials received satisfied the criteria listed above, the editors and the editorial board of QU3 reserve the right of proceeding using different methods to select the photographic project.

6. Calendar 

05.11.18 call publication and start of the contest
21.12.18 contest deadline
21.01.19 publication of results on U3 website and its own social media.

7. Distribution license 

By sending the material the author hereby declares to QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091): 

to be its author, with the entitlement to grant the rights included in this license;

that the material, unless otherwise specified, is the author’s original work and that the author is entitled to grant the rights included in this license; 

that the material, as far as it has been possible to ascertain, is not infringing any third-party copyright. In case the author does not have the copyright of some parties, they declare to have obtained from the legitimate holder of the copyright a non-restrictive authorization to grant QU3 – iQuaderni di U3 the rights requested by this license and that such third-party material is clearly identified and recognizable within the work. 

8. Questions? 

For further information, please send an e-mail to iquadernidiu3@gmail.com no later than 1st December 2018.

Here you can download the Call for Photos!

FORESTA E CITTÀ

 

Foresta e Città. Breve storia della foresta e del suo rapporto con la città.

di Giulia Pandolfi

 

A lungo la foresta è stata associata alle paure primordiali dell’uomo, determinandosi pian piano come archetipo. Per comprendere i molteplici significati che questa luogo dell’ignoto acquista nel nostro immaginario e nell’ambiente urbano odierno è necessario effettuare un breve escursus sull’accezione del termine e dei vari altri vocaboli ad esso collegati . Inoltre, solo attraverso l’analisi dei vari significati che ha acquistato nella storia, arriveremo a comprendere più precisamente il contemporaneo concetto di ‘Foresta Urbana’ e di come essa stia esprimendo un rinnovato bisogno di ‘wilderness’.

For a long time the forest has been associated with the primordial fears ofhuman beings, slowly becoming an archetype. To understand the multiple meanings that this place of the unknown acquires in our imagination and in today’s urban environment, it is necessary to make a brief excursus on the different meanings the term can take, as well as on some other words related to it. Moreover, only going through the various meanings that it has acquired in history, we will come to understand more truly the contemporary concept of Urban Forest and how it expresses a renewed need for ‘wilderness’.

Giulia Pandolfi, laureata in Architettura – Progettazione Urbana all’Università Roma Tre, ha conseguito nell’aprile 2018 il dottorato di ricerca in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”presso la stessa università. Si occupa di urbanistica e paesaggio e nell’ambito della formazione dottorale ha approfondito i problemi e le opportunità della gestione dell’acqua piovana, vista come sfida ma anche risorsa per la progettazione dell’habitat urbano.

IDENTITY AND HERITAGE CONSERVATION

 

Identity in architecture and heritage conservation in Iraq

di  Azad Hama Ahmed A.

 

The phenomenon of expressing cultural identity in architecture is apparent in many parts of the world. Yet, this issue is currently receiving little attention in Iraq. This paper addresses the theme of identity, regionalism in architecture in Iraq, and outlines a lack of consideration of identity-linked architectural practices, as well as an appropriate heritage policy, in the post-war city reconstruction processes. The research presented reviews the past regionalism experience in architecture and demonstrates how Iraq is moving backwards in conserving its architectural identity and heritage; this is mainly due to three factors: a) the country’s architectural practitioners and political-administrative class are more attracted by modernization perspectives, rather than conservation and the development of their own architectural culture; b) the lack of a clear, comprehensive and inclusive heritage policy; c) the inability to keep its legislative corpus updated in the matter of heritage conservation.

 

Azad Hama Ahmed A. (Ph.D in Territorial Planning); from 2003 to 2010, he was dean of the technology faculty at Polytechnic University of Sulaimanyah (Iraq) and founder of school of planning at the same faculty.

AGAINST METROPOLITAN DISPERSION

 

Against metropolitan dispersion: a multitude of recognisable situations.

di Mickeal Milocco

 

In cognitive psychology we encounter countless affinities between mental maps and real maps. Just think of the following keywords, derived and condensed from cognitive theories: borders, paths, junctions, landmarks, and districts (Costa 2009). The city’s boundaries are lost in countless in-between spaces, that often aren’t re-optimized according to its most typical feature: the transit. Junctions and landmarks join together to engender networks of connections and recognisability in the city itself, making it understandable to the user. Districts, or delimited areas, offer value and mental repose to those who use them.

W. Whitman said: “Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself, (I am large, I contain multitudes)”(Whitman, 1855). These are the same multitudes of the contemporary city: the designer’s task is to overcome this diversity and combine it coherently in the urban context; to engender not dispersion, but spatial multitudes that can be emotionally circumscribed.

 

Mickeal Milocco was born in Palmanova in 1985. He graduated at Politecnico di Milano and obtained a Ph.D. in Architecture at Sapienza University of Rome with a thesis named “Metropolitan Dis-Sections”. He currently works as Researcher and Edu. Ambassador for IUVAS in Florence. He is also Editor in Chief at Uban Corporis Books. He worked in Canada (Montréal) at Relief Design Landscape studio. His research interests are: Urban regeneration, Social and public space, Architectural and urban spatial Theory, Underground infrastructures and architectures, Soil Sub-Soil and Urban Hybridization.

Call for Photos

Iranian Urbanization

edited by Alessandro Coppola and Arman Fadaei

 

The scientific journal QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091) is looking for a  Photographic project to complement its issue no.17, edited by Alessandro Coppola and Arman Fadaei, Iranian Urbanization.

 

1. Subject of the Photographic project:

For the new issue on Iranian cities, we are looking for photo contributions that would accompany a set of selected articles. The focus of the issue is on different aspects of Iranian urbanization under rapid and continuous socio-economic alterations in past several decades. However, the images should be supposedly representative of Iranian cities in a broader way. They could portray urbanization processes, territory, infrastructure, housing projects and urban societies as an overarching term. QU3 is looking for professional photos, stories, collections, photomontages, etc. that could fit this issue. 

2. How to participate 

Everyone can participate sending a photographic project and a description following these indications:

A. Photographic project

1. The pictures must be in a digital version

2. The Photographic project must include between 8 and 20 pictures 

3. The pictures must be an original work of the author 

4. The pictures’ content must not infringe any intellectual property

5. Pictures’ dimensions: short side 20 cm

6. Resolution: 300 dpi

7. File dimension: max 6 Mb (per picture)

8. Format: .jpg

9. All files must be named with the authors’ name followed by the work’s title and a possible caption 

(e. g. ‘JohnSmith.roma.pantheon.jpeg’)

B. Description (.doc; .docx format)

1. Author’s name and surname

2. Title of the Photographic Project 

3. Description of the photographic project (max 1500 characters, including spaces)

4. Author’s bio (max. 700 characters, including spaces)

The project and description must be sent to the e-mail address urbanisticatre@gmail.com no later than July 31st. The e-mail subject must be the following: CALL FOR PHOTOS_QU3-17_Surname. Title of the photographic project (e.g.: CALL FOR PHOTOS_QU3-17_Smith. Pantheon).

In case the attachments are too big to be sent via e-mail, it is possible to use WeTransfer (https://wetransfer.com ) to send both the photographic project and the description.

3. Selection criteria:

QU3 will select the most suitable photographic project according to the following criteria: 

A. Adherence to the topic; 

B. Composition; 

C. Description of the project. 

Authors are requested to bear the graphic setting of QU3 in mind when preparing the pictures. 

4. Publication:

The photographic project will be published in its own section of the journal. The editorial board of QU3 will choose which and how many pictures will be published in the issue. 

The editorial board of QU3 will also choose one of the pictures of the selected photographic project to be the cover picture of the issue (the picture will have to be resized and cropped in order to adapt it to the journal’s format). 

In case none of the materials received satisfied the criteria listed above, the editors and the editorial board of QU3 reserve the right of proceeding using different methods to select the photographic project.

5. Deadline 

Materials must be submitted by July 31st 2018

6. Non-exclusive distribution license 

By sending the material the author hereby declares to QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091): 

to be its author, with the entitlement to grant the rights included in this license;

that the material, unless otherwise specified, is the author’s original work and that the author is entitled to grant the rights included in this license; 

that the material, as far as it has been possible to ascertain, is not infringing any third-party copyright. In case the author does not have the copyright of some parties, they declare to have obtained from the legitimate holder of the copyright a non-restrictive authorization to grant QU3 – iQuaderni di Urbanistica Tre the rights requested by this license and that such third-party material is clearly identified and recognizable within the work. 

Likewise the author grants QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091):

the non-exclusive right to distribute the materials through the publication of the journal and through its website http://www.urbanisticatre.uniroma3.it/dipsu/ and to allow the users to reproduce and distribute it with any means and format as long as authorship is acknowledged;

the right of archiving, reproducing and transferring the materials on any medium and format for reasons of security, backup and conservation and in order to maintain its accessibility in time, without modifying its content. If the sent materials are based on a work sponsored or supported by an entity or organization, the author declares to have fulfilled all duties imposed by contracts or agreements stipulated with such entities or organizations. 

QU3 – iQuaderni di UrbanisticaTre (issn 2531-7091) and the editors will clearly identify the name of the author or of the holder of the rights on the sent materials and will not modify them in any way, with the exception of what is permitted by this license.

7. Questions? 

For further information, please send an e-mail to urbanisticatre@gmail.com.

Here you can download the Call for Photos_s!

PUBLIC PARTICIPATION AND TERRITORY DEVELOPMENT

 

Public Participation and Territory Development. Using Localism to face Globalization.

di Nuno Bigotte Santos

 

Globalization is leading to a growing standardization of products, economic, social and even cultural processes (we could call it a “global acculturation” or, as I usually refer to it, the “globalizing standardization”). The only way to respond to these phenomena is, as a paradox, developing localism as a response to globalization, integrating it, in order to defend local traditions and culture, that is, the cultural and social identity of each population/ village. Therefore, the question of public participation is becoming much more important, as a mean to foster that localism. This dichotomy between Local vs. Global has been studied over the last decades by several authors. In this article I focus my attention on the contributions by Phillip Cooke, Robert Putnam, Patsy Healey and Doreen Massey.

 

Nuno Bigotte Santos has an Economics Degree and a Master Degree in Spatial Planning, Innovation and Development Policies. His academic studies and professional experience focus on the idea of Optimization: of processes and resources, but also of behaviours, in a company environment as well as in a territorial governance point of view.
Lately, he has been collaborating with the Northern Regional Authority of Portugal, analysing investment projects within the EU funds, but also he is a member of the Urbanism and Architecture Studies Centre in the Faculty of Architecture of the University of Porto, collaborating in different projects related with spatial planning.

Barcellona e il diritto alla città

 

di Juana Furió

 

Dal 1850 la trasformazione urbana di Barcellona è stata legata a una serie di grandi eventi internazionali che funsero da biglietto da visita per entrare a far parte della costellazione di città moderne, così come per colmare le carenze di pianificazione e servizi destinati a una popolazione in costante crescita. Nel corso degli anni le inversioni pubblico-privato hanno stabilito una dinamica di rafforzamento reciproco sia per i grandi progetti sia per quelli “chirurgici” di minore rilievo che, dal 1986, hanno risanato zone emarginate al fine di renderle più sicure e attraenti per i loro abitanti. L’eliminazione delle vecchie leggi degli affitti che proteggevano i locatari ai fini di fare della casa un bene di mercato, insieme al richiamo al capitale estero per sostituire gli investimenti pubblici sono stati considerati un fattore di diseguaglianza e rientrano nel fenomeno della gentrificazione. I movimenti sociali contro l’esclusione e per il diritto a un alloggio decente aumentano in proporzione al numero di quartieri colpiti dalla mutazione di Barcellona in città di vacanze dove i residenti sono espulsi dai loro appartamenti in affitto che saranno trasformati in alberghi e appartamenti turistici. Questo è il momento chiave per pensare al diritto alla città e ai doveri delle autorità di proteggerlo e garantirlo davanti i flussi finanziari che rifiutano qualsiasi controllo.

Since 1850 Barcelona’s urban transformation has been linked to big international events to be used as a calling card so as to count among the constellation of modern cities and to correct planning and services deficiencies for a constantly growing population. Along the time public and private investments stablished a mutually- reinforcing dynamic both for big projects and for minor “chirurgical” interventions, which, since 1986, cleaned up marginalized areas to become safer and attractive to their inhabitants. The removal of laws protecting tenants to make housing a market asset together with the appeal to foreign capital to replace public investments has been considered a factor of inequality, encompassed within the global phenomenon of gentrification. Social movements against exclusion and for the right to decent housing increased proportionally to the growing number of neighborhoods affected by Barcelona’s switchover in a holiday town where residents are expelled from their rented houses due to their conversion into hotels or turistic appartments. This is the key moment to think about the Right to the City and public authorities’ duty to protect and guarantee it in front of blind financial flows that reject any control.

Juana Furió nasce a Valencia (Spagna) nel 1962. Consegue la laurea in Filologia romanica nel 1987 presso l’Università di Barcellona; nel 1995 consegue il Dottorato in giornalismo presso l’Università autonoma di Bellaterra e nel 2017 ottiene un Master in Fotogiornalismo presso la Mittuniversitetet di Sundsvall (Svezia). Dal 1987 documenta fotograficamente la trasformazione urbana di Barcellona.

LA MINIERA DI SALGEMMA DI LOULÉ

 

La miniera di salgemma di Loulé nel paesaggio del Portogallo meridionale: una risorsa a livello paesaggistico e urbano.

di Daniele Stefàno

 

Le miniere sono generalmente degli spazi chiusi, ma custodiscono molte qualità, che se considerate alla luce di una possibile riqualificazione urbana offrono nuovi e interessanti punti di vista. La miniera di sale di Loulé (Algarve, Portogallo) è profonda duecento metri, e si articola in tunnel sotterranei giustapposti alla maglia urbana superficiale. L’articolo vuole mostrare le potenzialità della miniera di Loulé, considerandola nel suo contesto paesaggistico e territoriale ponendo l’accento sui possibili utilizzi dell’area mineraria, sottolineando come possa rappresentare un esempio per la riqualificazione delle miniere e come questi spazi marginali possano riconnettersi ecologicamente ai sistemi esistenti. La ricerca si basa sul concetto di interpretare il sottosuolo come un centro di energie che portano in superficie dei risultati a livello urbano e paesaggistico; un organismo vivo che agisce e reagisce, di produzione di benessere e cultura.

Loulé is a famous town in the Algarve region, in southern Portugal and his salt mine is considerably large, made by a vast grid of tunnels underground. Mines are generally not a visible source, but they have many qualities that can help in urban and landscape planning. The article aims to show the potential role of the mine in a landscape requalification, and what the other functionalities can be at the end of the salt production. The Loulé salt mine is also a relevant example of how mines can interact with the city sustainably. According to that, abandoned areas can be opened to the public and integrated into the ecological and urban system. Moreover, the research highlights the advantages of the Loulé mine as an essential part of the city and the landscape.

Daniele Stefàno, nato a Roma nel 1991, si è laureato in Architettura del Paesaggio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nell’a.a. 2016-17 e nell’a.a. 2017-18 ha conseguito il Master di II livello in Paesaggistica presso l’Università degli Studi di Firenze. A Lisbona ha potuto approfondire la progettazione del paesaggio presso Instituto Superior de Agronomia con João Nunes. Nel contempo,ha realizzato un giardino temporaneo per Giardineggiare nel 2013, presso la Biennale del Giardino Mediterraneo di Grottammare. Attualmenteè Segretario della Società Scientifica Italiana di Architettura del Paesaggioe collabora a ricerche dello IUVAS – Institute for Urban Variation and Architectural Systems.

LA CITTÀ DOMESTICA

 

Espansione del ruolo della domesticità nel contesto urbano contemporaneo. Nuove relazioni tra uomo e città

di Flavio Martella

 

La relazione dominante tra casa e città è da sempre stata uno dei meno evidenti, ma più significativi fattori in grado di promuovere e permettere il cambiamento sociale generale. Nell’era contemporanea i cambiamenti nella struttura familiare, nell’organizzazione del lavoro, nelle tecnologie, nelle comunità e nella comunicazione, si stanno riflettendo in una nuova rivoluzione urbana che fonde lo spazio domestico con quello della città. Cambiano quindi i significati di pubblico e privato, di esterno ed interno, di architettura della casa ed architettura della città. La struttura organizzativa urbana che ci ha accompagnato nell’ultimo secolo sta subendo una forte scossa alle sue fondamenta verso un radicale cambiamento nella sua natura che comporta delle nuove relazioni tra uomo e città.

The dominant relationship between home and city has always been one of the less obvious, but more significant factors that can promote and allow general social change. In the contemporary era the changes in the family structure, in the organization of work, in technologies, in communities and in communication, are being reflected in a new urban revolution that blends the domestic space with that of the city. Thus the meanings of public and private, of exterior and interior, of architecture of the house and architecture of the city, are changing. The urban organizational structure that has accompanied us in the last century is undergoing a strong shock to its foundations towards a radical change in its nature that involves new relationships between man and city.

Flavio Martella, dottorando presso il dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Universidad Politecnica de Madrid, è laureato in ingegneria Edile-Architettura presso Roma Tor Vergata. È stato ricercatore alla West Virginia University per lo sviluppo di un prototipo abitativo sostenibile poi costruito a Los Angeles ed ora esposto al Tellus Museum di Cartersville. Ha collaborato con studi olandesi, spagnoli ed italiani a progetti di ricerca architettonica esposti alle Biennali di Rotterdam, Seoul, Madrid e Orleans, oltre che partecipare a progetti di rilevanza internazionale.