ISSN 1973-9702

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Il caso di Paris Smart City

Città storica e innovazione urbana: alcuni elementi di riflessione. Il caso di Paris Smart City.

Federica Appendino

 

Negli ultimi anni il fenomeno smart city si è dimostrato essere in continua espansione, divenendo centrale all’interno dell’attuale dibattito relative allo sviluppo sostenibile delle città. Partendo da queste premesse, il presente articolo si vuole concentrare sul rapporto esistente tra smart city e città storica, sollevando alcuni interrogativi e presentando alcune criticità. Infatti, nei contesti urbani storici, le strategie smart devono altresì assicurare la protezione del patrimonio urbano delle città: ma in che modo è possibile conciliare tutela e “smartness”? Quali sono le strategie portate avanti? Quale ruolo riveste il patrimonio in queste strategie? Per rispondere questi interrogativi l’articolo presenta il caso studio di Parigi, con l’intento di valutare la considerazione di tali problematiche nelle attuali politiche smart intraprese dalla città.

Over the last years the Smart City paradigm has appeared to be at the centre of the contemporary debate on the future urban sustainable development. Focus on this topic, the article aims to highlight some questions and to underline some possible criticalities connected to smart policies in historic urban context. In fact in these contexts smart strategies should be persecuted in order to achieve the heritage conservation and enhancement. Hence, how is possible to correlate smartness and preservation? Which is the best approach in these contexts? Which is the heritage consideration in the actual policies? In this framing this paper aims to present the case-study of Paris, with the intention to assess which is the heritage role within the actual smart strategies.

 

Federica Appendino, architetto e dottoranda in Beni Architettonici e Paesaggistici al Politecnico di Torino, in cotutela di tesi con l’Università Paris-Sorbonne. Il suo lavoro di ricerca è incentrato sulla definizione del concetto di sviluppo sostenibile nell’ambito della tutela del patrimonio urbano, con particolare interesse al caso francese. Svolge attività di sostegno alla didattica in corsi di urbanistica presso il Politecnico di Torino e presso l’Università Paris-Sorbonne.

Focus.Valeriani.CopertinaOrizzontale

Parigi vive di luoghi comuni

La sosta come strumento di appropriazione dello spazio pubblico

Andrea E. Valeriani

Molto si è dibattuto negli ultimi anni sulle tematiche (e sulle problematiche) dell’appropriazione dello spazio pubblico nella città contemporanea. In Francia, a Parigi, da quasi un secolo c’è un oggetto, ormai entrato a pieno titolo a far parte del paesaggio urbano, che riesce a restituire con disarmante semplicità ai cittadini la possibilità di usufruire e di gestire i luoghi della metropoli. Si tratta della Chaise Luxembourg, progettata nel 1923, un prodotto semplice, leggero, confortevole che ha una caratteristica fondamentale: si può muovere, l’utente la può spostare a piacimento a seconda che voglia stare all’ombra o riposarsi al sole, mettersi accanto a qualcuno o fermarsi in un angolo lontano dalla folla. Del resto a Parigi stare seduti è sempre stato un atto rivoluzionario, dalla Place du Beaubourg al cortile del Palais Royal, lo spazio pubblico è veramente tale proprio in quanto spazio di sosta, prima ancora che di passaggio.

Much has been said in recent years on the issues of the appropriation of public space in the contemporary city. In France, in Paris, from almost a century there is an object, now fully entered to make part of the urban landscape, which manages, with disarming simplicity, to give back to citizens the possibility to enjoy and to organise the places of the metropolis. It’s the Chaise Luxembourg, designed in 1923, a simple product, lightweight, comfortable and with one fundamental characteristic: it’s movable, the user can move it to his heart’s content if he wants to stay in the shade or to relax in the Sun, to stand next to someone or stopping at an angle away from the crowd. After all in Paris, sitting has always been a revolutionary act, from the Place du Beaubourg to the courtyard of the Palais Royal, public space is truly such just when is a stopping space, even before of being a junction.

 

Andrea E. Valeriani, architetto, dottorando in “Architettura. Teorie e Progetto” presso l’Università Sapienza, si occupa di progettazione architettonica e urbana, con particolare interesse per la città a-gerarchica brasiliana. Si è laureato con lode con un progetto sul Parco degli Acquedotti di Roma presso l’Università Roma TRE e ha conseguito un master INARCH di II livello in Architettura Sostenibile.  Ha lavorato in diversi studi d’architettura tra Parigi e Roma.

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Africa’s ‘New Town’ Urban Solutions

Why focusing on ‘New Towns’ will not address the African Urban crises

Seth Asare Okyere

Even though the African continent as a whole is still considered to be largely rural, it is experiencing a rapid urbanization phenomenon. This, coupled with limited planning capacity has culminated in a certain urban crisis of congestion, informal housing, and pollution. Attempts to address the problem has led to ‘new town’ solutions and other mega projects based on the premise of sustainability and green technologies. This note asserts that such solutions lack context and orientation to the needs of the majority poor urban population. Thus, a collaborative people-centered approach that integrates the peculiarities of African urbanization is recommended. Again, the focus should be on confronting existing problems in the city before ‘New Town’ solutions are sought.

 

SETH ASARE OKYERE is a development planner and holds an MSc in Urban Planning and Policy Design from the Politecnico di Milano. He is currently a doctoral researcher working on residents’ positive socio-spatial practices and living experiences in urban informal settlements in La, Ghana. His interests are in development planning, informal urbanism, pro-poor urban development policy and management.

Immagine CopertinaADIEU AU LANGAGE #04

ARCHITETTURA E NEUROESTETICA

Frank Gehry ed il grado zero dell’esperienza 

Flavio Graviglia

 

Il prossimo anno il Guggenheim di Bilbao compie vent’anni, ci siamo chiesti se sarà l’edificio che avrà il compito di rappresentare ai posteri la nostra epoca. Grazie all’ausilio delle recenti ricerche nel campo della Neuroestetica, abbiamo esaminato come la percezione dello spazio possa divenire un canale preferenziale per indagare l’architettura contemporanea. Un approccio che permette di riportare la sensibilità al centro dell’esperienza architettonica ed analizzare l’edificio sotto una nuova prospettiva.

Next year, the Guggenheim Bilbao will be celebrating its 20th anniversary, and we reflected on whether this building will be the one to represent our era to future generations. With the help of recent research in the field of Neuroaesthetics, we looked at how the perception of space can become a preferential channel to explore contemporary architecture: an approach allowing once more for the senses to be used at the heart of the architectural experience, and to examine the building with a new perspective.

 

Flavio Graviglia, architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville. Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Flavio Graviglia, Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Architettura rurale

Architettura rurale negli sfondi di due maestri del Rinascimento veneto 

Mariangela Albanese

L’intervento proposto è un approfondimento di uno dei temi presenti nella tesi di dottorato di Mariangela Albanese: “Edilizia abitativa storica urbana e rurale in Friuli”, che presenta novità riguardo al metodo ed al materiale documentario acquisito. L’intento è stato quello di studiare e fotografare un patrimonio architettonico che sta rapidamente scomparendo, al fine di salvaguardare una preziosa documentazione materiale e di elaborare uno strumento per la sua conoscenza.
In questa sede l’obiettivo è quello di dare uno stimolo allo studio delle radici dell’architettura minore, come contributo per una più ampia storia della casa. È infatti possibile rintracciare nelle opere pittoriche di molti maestri del Rinascimento veneto le fonti per lo studio dell’edilizia rurale, per la quale non esiste sufficiente materiale documentario. Si potrà così constatare come i fabbricati rurali ritratti in molte tele rinascimentali siano del tutto simili, per materiali e tecniche costruttive utilizzate, agli ultimi esemplari documentati ai primi del ‘900.

This article is a study in depth of one of the topics covered in the Mariangela Albanese’s thesis: “Urban and rural historic houses in Friuli”. It represents an innovation about the method and the documentary material acquired. The intent was to study and photograph an architectural heritage, that is rapidly ending, in order to safeguard a precious material and documentation to draw up an instrument for its knowledge.
Here the aim is to give an input for the study of the roots of a minor architecture, as a contribution for a wide house history. It is possible, in fact, to track the roots for the study of rural buildings in the major Venetian Renaissance masters’ works, as there aren’t enough documentary material for these studies. In this way we will see that the rural building designed in many renaissance paintings are similar to last examples photographed in the early ‘900, for materials and constructive techniques used.

Mariangela Albanese, laureata in Architettura a Trieste, ha conseguito il Master Europeo di II livello in Storia dell’Architettura e successivamente il dottorato di ricerca in Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura presso l’Università Roma Tre con una tesi dal titolo: “Edilizia abitativa storica urbana e rurale in Friuli”. Attualmente è docente a contratto di Architetture del contemporaneo: 1960-2010 presso la facoltà di Architettura di Roma Tre.

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ADIEU AU LANGAGE #03

ADIEU AU LANGAGE #03: Contraddizione e Decostruzione

Flavio Graviglia

Se la Decostruzione fu il tentativo di superare le logiche dello spazio rinascimentale, riequilibrando il dominio della visione a favore di una percezione basata sulla totalità dei sensi, la fortuna degli edifici prodotti fu paradossalmente dovuta alla smisurata diffusione delle loro riproduzioni fotografiche; ambiguità che generò da un lato architetture sensoriali, profondamente ancorate alla fisicità della costruzione, dall’altro edifici-immagine, eredi della tradizione visiva rinascimentale, perfettamente spendibili come icone pubblicitarie.

Although Deconstruction can be regarded as an attempt of overcoming the rationale of Renaissance space (to counter the hegemony of vision with a perception based on the complex of all senses), its built production paradoxically owes the achieved fortune to the unrestrained diffusion of photographic reproductions. This ambiguity engendered on the one hand sensorial architectures deeply bound to the physicality of construction, on the other hand it produced icon-buildings in continuity with the visual tradition of Reinassance, perfectly suitable for commercial exploitation.

 

Flavio Graviglia, architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville. Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Flavio Graviglia, Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

I nuovi confini della città

Workshop limiti urbani
Facoltà di Architettura di Ferrara 25-28 novembre 2015

Maria Pone

 

Il workshop “limiti urbani”, che si è svolto a novembre nella Facoltà di Architettura di Ferrara, ha messo al centro la questione della città informale e del suo rapporto con la città pianificata tradizionale. Dalle discussioni che hanno animato le giornate di lavoro è emerso un punto di vista interessante: la città informale non sarebbe più da considerarsi come il problema, ma piuttosto come una soluzione. Non solo: si è arrivati a mettere in discussione la separazione stessa tra città formale informale, spezzando questo binomio oppositivo e riconoscendo in entrambe – seppure in forme radicalmente diverse – quei principi che hanno generato le metropoli del mondo capitalista globalizzato, seguendo le logiche del mercato. Evidentemente la pianificazione tradizionale ha difficoltà a misurarsi con queste diverse interpretazioni: ma forse proprio per questo è necessario continuare a interrogarsi sui possibili ruoli dell’architettura, laddove “le condizioni sono (di nuovo) cambiate”.

The workshop “limiti urbani”, hosted in November at the Architecture faculty of Ferrara, was focused on the question of the informal city and its relationship with the traditional planned city. The discussions that animated the workshop’s days underlined an interesting point of view: the informal city doesn’t represent anymore a problem, but rather it could be a solution. Furthermore was discussed the existence of a real separation between formal and informal city: both contain – even in radically different forms – the principles which have generated the metropolis of the globalized capitalistic world, following market laws. Evidently traditional planning has problems facing those different interpretations of the informal city: it’s really important to keep questioning on the role of architecture whereas “the conditions are changed (again)”.

 

Maria Pone, nata a Napoli il 08/10/1988. Dottoranda in architettura (dottorato “Paesaggi della città contemporanea: politiche tecniche e studi visuali” XXXI ciclo). Laureata con lode nel Dipartimento di Architettura di Roma Tre nel marzo 2015 con una tesi in progettazione architettonica dal titolo “Gridshell: sulla fattibilità di un’utopia”. Partecipo dal 2007 alle attività del gruppo di ricerca Gridshell.it sullo studio e la costruzione delle strutture Gridshell post-formate in legno prendendo parte a cantieri e workshop.

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A future for the informal city

The future of the informal city: Merging Planning, Design and Management Solutions

Seth Asare Okyere

The drama of 21st century urbanization and urban growth is being played out in cities, particularly those of the developing world. As cities in the developing world grow, so do informal settlements. The self-constructed city, or informal settlement, is not a separable element of larger city; rather it is intricately welded into it. None occurs without affecting the other. It is therefore unsurprising, in view of current unprecedented urbanization dynamics that about one billion residents reside in urban informal settlements (World Bank, 2015). The figures are staggering, scholarly descriptions alarming: “billion squatters population” (Neuwirth, 2005), “planet of slums” (Davis, 2005) and “dysfunctional urban societies” (UN Habitat, 2006) among many terrifying narratives of developing cities. Yet, there is a growing consensus that evoking grim descriptions of the phenomenon of urban informal settlements does not lead to the most effective policy and strategic solutions. If anything, these kinds of narratives generate exclusive and anti-participatory neoliberal urban policies that favor the elite minority. It also deepens entrenched socio-spatial inequalities (Lombard, 2014). In fact, informal settlements are projected to grow despite decades of improvement programs. It is in light of this and the growing consensus to practically rethink this phenomenon that an urgent question emerges: What do we do with informal settlements? How can it be guided for the benefit of the poor urban residents and the cities within which they seek a foothold?

This is the topic of David Gouvernuer’s (2015) book “Planning and Design for future informal settlements: shaping the self-constructed city”.

 

SETH ASARE OKYERE

is a development planner and holds an MSc in Urban Planning and Policy Design from the Politecnico di Milano. He is currently a doctoral researcher working on residents’ positive socio-spatial practices and living experiences in urban informal settlements in La, Ghana. His interests are in development planning, informal urbanism, pro-poor urban development policy and management.

Romiti1URBAN DISRUPTION

Quattro lezioni di Josep Acebillo

Alessandra Romiti

Dall’ 11 al 15 Gennaio 2016 si è tenuto presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, un seminario condotto da Josep Acebillo, Professore all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Le sue lezioni hanno voluto indurre una riflessione sulla necessità di una innovativa lettura della complessità urbana, promuovendo la ricerca di pattern di riferimento più efficienti. Secondo Acebillo, un corretto approccio metodologico nell’elaborazione di un intervento, sia esso puntuale o su larga scala, dovrebbe essere fondato sulla riorganizzazione della matrice infrastrutturale del territorio, controllata tramite un sistema funzionale determinato durante il primo stadio del processo di trasformazione. Dunque, attraverso delle politiche urbane mirate alla rigenerazione, si suggerisce l’esigenza di creare un equilibrio di competenze in grado di promuovere la categoria della City Region e reinterpretare continuamente il rapporto tra collettività e spazio pubblico.

From the 11th to the 15th of January 2016, a seminar was held at the Department of Architecture of the University of Roma Tre. It was carried out by Josep Acebillo, Professor at the Academy of Architecture in Mendrisio. His lessons wanted to induce a reflection on the need for a new interpretation of urban complexity, promoting the search for a more efficient reference pattern. According to Acebillo, a correct methodological approach to develop an intervention, be it on a small or large scale, it should be based on the reorganization of territorial infrastructural matrix, controlled by a functional system determined during the first stage of the transformation process. Therefore, through urban policies which seek regeneration, it is suggested the necessity to create a new balance of skills that promote the category of City Region and continually reinterpret the relationship between society and public space.

 

ALESSANDRA ROMITI

Ho conseguito la Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica nel 2015 presso l’Università di Roma Tre, con voto 110/110 cum Laude. La tesi, dal titolo “Confluenze di fattori socioculturali, economici e oroidrografici nel progressivo definirsi del margine storico della città di Tivoli” è stata elaborata sotto la supervisione del Prof. Cellini e della Prof.ssa Segarra Lagunes. Negli ultimi mesi ho collaborato ad un progetto di ricerca sull’area metropolitana di Roma, in particolare sui temi della rigenerazione urbana, portato avanti dalla Prof.ssa Palazzo.

My name is Alessandra Romiti. I received a Master Degree in Architectural Design in 2015 from University of “Roma Tre” with final mark 110/110 cum Laude. I have developed a thesis which talks about socio-cultural, economic and hydrographic aspects in the definition of the edge of the town of Tivoli, under the supervision of Prof. Francesco Cellini and Prof. Maria Margarita Segarra Lagunes. During the last months I have been collaborating on a research project about Rome’s metropolitan area, particularly on the issues of urban regeneration, carried out by Prof. Palazzo.

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The Neighborhood as a Commons

Opportunità per la governance collaborativa al livello sub-locale nel contesto policentrico e decentrato della Città di Bologna

Leonardo Tedeschi

La capacità di resilienza delle città europee ha contrapposto al ritiro sempre maggiore del welfare state una rinascita dell’attivismo civico. Questo fenomeno è soprattutto legato alla rivendicazione del diritto di accesso a beni comuni urbani oggetto di mercificazione o degrado. Far di queste manifestazioni un’occasione di rigenerazione piuttosto che un ostacolo è l’obiettivo della governance urbana collaborativa: un ecosistema basato su principi di sussidiarietà orizzontale, collaborazione e policentrismo, che vede gli amministratori locali lontani da una posizione di monopolio nel decision making a favore di una gestione condivisa e collaborativa della città attraverso i beni comuni urbani. Il modello applicato a Bologna dal 2013 attraverso il “Regolamento dei Beni Comuni Urbani”, vede l’uso di diversi strumenti per la gestione del sistema collaborativo. Fra questi la scala del quartiere risulta ancora un ambito inesplorato e ricco di un grande potenziale strategico.

The resilience capacity of European cities has allowed them to react to the retreat of the welfare state with a rebirth of civic activism. Such a phenomenon is mainly related to the claim to access urban goods, which instead are often commercialized or neglected. The goal of urban collaborative governance is to turn this demand into opportunities, rather than considering it as an obstacle to traditional development. The collaborative governance model is based on the principles of horizontal subsidiarity, collaboration and poly-centrism; it works as an ecosystem, where local administration has no monopoly of decision making processes, but a shared and collaborative management of urban policies is promoted. The model has been applied in Bologna from 2013, with the approval of the “Regulation of urban commons“. It concerns different tools for the management of the collaborative system, and among them the neighborhood scale is still an unexplored field, rich of strategic potential.

 

LEONARDO TEDESCHI

Si è laureato a Novembre 2015 presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, con una tesi sulla rigenerazione di quartieri INA-Casa (http://issuu.com/leonardotedeschi6/docs/centrare_il_margine). Attualmente lavora a Berlino presso uno studio attivo nella ricerca urbana e nella progettazione architettonica. Negli ultimi anni trascorsi a Bologna ha preso parte al fenomeno Social Street, riguardo al quale è stato invitato a discutere in diverse conferenze a livello nazionale. Nel Marzo del 2014 avvia InStabile-Community Creative Hub (https://instabileportazza.wordpress.com), un progetto di recupero di un edificio abbandonato della periferia bolognese, seme di urbanità e potenziale fonte di lavoro, cultura e welfare per la periferia urbana.

Graduated in November 2015 at the Faculty of Architecture of the University of Ferrara with a thesis about the regeneration of INA-Casa districts (http://issuu.com/leonardotedeschi6/docs/centrare_il_margine). Currently he works in Berlin in a studio engaged in the field of urban research and architectural design. During the last years spent in Bologna he got involved in the Social Street phenomenon, on which he’s been invited to talk in several conferences across Italy. On March 2014 he started up InStabile-Community Creative Hub (https://instabileportazza.wordpress.com), a regeneration project of an abandoned building in Bologna’s hinterland, aiming at turning it into an innovative source of job, culture and welfare for the urban suburb (periferia).

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ADIEU AU LANGAGE #02

ADIEU AU LANGAGE #02: Architettura Impressionista

Flavio Graviglia

Nella pittura impressionista, i sensi passarono dall’essere uno degli elementi del linguaggio dell’opera ad essere elevati a soggetto determinante della composizione. L’articolo analizza come la fotografia abbia influenzato il mondo delle arti, esaminando le motivazioni che hanno contribuito alla diffusione di quelle architetture in cui la stimolazione sensoriale sembra divenire il fine principale della propria realizzazione.

In Impressionist painting, whereas the senses had been one of the elements of the work’s language, they became the main subject of the composition. The article analyzes the mechanism through which photography has influenced the world of the arts, examining in particular the reasons which have contributed to the spread of certain types of architecture in which sensory stimulation seems to be the main purpose of the creation.

 

FLAVIO GRAVIGLIA

Architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville. Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

09 - CONSIDERAZIONI

 

Lessico dell’urbano 09 – Considerazioni finali

Fabrizio Esposito

Megalopoli, città diffusa, periurbanizzazione, sono solo alcuni dei molti neologismi che hanno travalicato il linguaggio tecnico dell’urbanistica per entrare a far parte del linguaggio comune: questi neologismi, oltre che “designare” e “denotare” specifici fenomeni urbani emergenti, testimoniano della natura multiforme della città contemporanea. L’obiettivo di questi testi sarà quello di presentare un ristretto vocabolario ragionato dei principali neologismi dell’urbano, attraverso un approccio fondamentalmente terminologico organizzato in otto categorie generali. La lettura incrociata dei differenti termini, al di là della polisemia di alcuni e dell’equivoca utilizzazione di altri, permetterà, forse, di evocare la “forma” e la sovrapposizione dei significati della città attuale.

Megalopolis, urban sprawling, sprawl: these are just some of the many neologisms belonging to the technical language of planning that became part of the common language: these neologisms besides “designating” and “denoting” specific emerging urban phenomena testify the manifold nature of the contemporary city. The goal of these book is to present a limited reasoned vocabulary of the major neologisms of the urban, through an approach fundamentally terminological organized into height general categories. The cross reading of the different terms, beyond the polysemy of some and the equivocal use of others, will maybe allow to evoke the “form” and the overlap of the meanings of the current city.

 

FABRIZIO ESPOSITO

Architetto e Ph.D. in Tecnica Urbanistica. Coniuga didattica universitaria e ricerca con la libera professione, occupandosi delle pratiche abitative negli spazi aperti rurali e dei rapporti tra forme insediative e persistenze storiche agrarie. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca finanziati dal MIUR. Collabora col Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova. In campo professionale si dedica all’architettura civile e alla stesura di piani urbani comunali, con particolare attenzione alla Valutazione Ambientale Strategica e alla riqualificazione architettonica in aree di pregio paesistico.

Architect, Ph.D. in Town Planning. He combines teaching and university research with the profession, dealing with housing practices in rural open spaces and with the relationship between settlement forms and agricultural historical persistence. He participated to several research projects funded by the Ministry of Education. He collaborates with the Department of Sciences for Architecture of the Polytechnic School of Genoa. In the professional field he is involved in civil architecture projects and the elaboration of urban plans, with particular attention to the Strategic Environmental Assessment and redevelopment in areas of landscape values.

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Intervista a G. Campos Venuti

La genesi delle periferie bolognesi, il ruolo dei quartieri PEEP e INA-Casa.

Leonardo Tedeschi

 

Sempre di più si parla di periferie al di fuori dell’ambito accademico, sembra che anche il dibattito politico locale e nazionale cominci a familiarizzare con il tema, il che lascia sperare che nei prossimi anni saremo tutti coinvolti in una loro rigenerazione. Nel tentativo di comprendere a fondo l’essenza contemporanea delle periferie, è interessante soffermarsi ad analizzarne la genesi. Questa intervista intende investigare il ruolo giocato dalla “città pubblica” (Di Biagi 2001, p.3) nella definizione delle periferie e più dettagliatamente la strategia intrapresa da G. Campos Venuti, che nel contesto bolognese ha interpretato i PEEP come strumento di ricucitura e governo delle aree interstiziali fra la città consolidata e nuovi poli attrattivi satellitari come i quartieri INA-Casa, sottraendo così ampie aree alla speculazione e garantendo isole qualitative. L’intervista integrale è disponibile al seguente link: https://leonardotedeschi.wordpress.com

Lately in Italy the theme of periphery has been more and more often dealt with also out of the academical field, it also seems that the topic is increasingly interesting the local and national political scene; that makes us hope to be soon all involved in their regeneration. In order to deeply understand the contemporary essence of the Italian suburbs, it is interesting to take into consideration their genesis. The following interview aims at investigating the role played by the “public city” (Di Biagi 2001, p.3) in the definition of the suburbs and especially the strategy played by G. Campos Venuti, who in the contest of Bologna interpreted the PEEP interventions as a tool of government and re-connection between the historical city and the new satellites (attractions), such as the INA-Casa districts.

 

 

Leonardo Tedeschi si è laureato a Novembre 2015 presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, con una tesi sulla rigenerazione di quartieri INA-Casa (http://issuu.com/leonardotedeschi6/docs/centrare_il_margine). Attualmente lavora a Berlino presso uno studio attivo nella ricerca urbana e nella progettazione architettonica. Negli ultimi anni trascorsi a Bologna ha preso parte al fenomeno Social Street, riguardo al quale è stato invitato a discutere in diverse conferenze a livello nazionale. Nel Marzo del 2014 avvia InStabile-Community Creative Hub (https://instabileportazza.wordpress.com), un progetto di recupero di un edificio abbandonato della periferia bolognese, seme di urbanità e potenziale fonte di lavoro, cultura e welfare per la periferia urbana.

Leonardo Tedeschi graduated in November 2015 at the Faculty of Architecture of the University of Ferrara with a thesis about the regeneration of INA-Casa districts (http://issuu.com/leonardotedeschi6/docs/centrare_il_margine). Currently he works in Berlin in a studio engaged in the field of urban research and architectural design. During the last years spent in Bologna he got involved in the Social Street phenomenon, on which he’s been invited to talk in several conferences across Italy. On March 2014 he started up InStabile-Community Creative Hub (https://instabileportazza.wordpress.com), a regeneration project of an abandoned building in Bologna’s hinterland, aiming at turning it into an innovative source of job, culture and welfare for the urban suburb.

 

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LA VILLE EN MIETTES

Il paesaggio di bordo della Roma contemporanea

Giulia Bassi

Nel 1964 Tazio Secchiaroli fotografava Clint Eastwood, vestito da cowboy, in sella ad un cavallo, aggirarsi a largo di Cinecittà, nell’aperta Campagna Romana: lontano alle sue spalle i grandi edifici delle case popolari, insieme a lui nel primo e secondo piano la distesa “desertica” dell’Agro. La città e la campagna erano due entità distinte e riconoscibili. C’è stato un momento, alla fine dell’800, in cui, da linee coincidenti che definivano con chiarezza il “dentro” e il “fuori” di Roma, il bordo fisico, allora costituito dalle mura, e il confine immateriale della città sono diventati due enti distinti. Cosa è accaduto, da allora, all’area di bordo del tessuto urbano mentre il suo limite continuava ad avanzare trascinando con sé la città oltre la scala della metropoli? Appare la periferia, disgregata da logiche incoerenti ed eterogenee, la campagna, a sua volta, si frammenta. Il margine urbano sembra rappresentare oggi il fenomeno della dispersione insediativa, in quanto letto come risultato di un processo di impoverimento del mondo rurale, riscritto dalle tecniche moderne di espansione del tessuto. Tuttavia, probabilmente tale rappresentazione non è sufficiente a qualificare una parte della città, ne’ leggerla in questi termini è di aiuto nella risoluzione dei suoi molti problemi. Se si pensa che l’immagine comune delle periferie deriva dall’utilizzo di uno specifico modo, sguardo, metodo di analisi, si può anche comprendere come la loro reinterpretazione non sia solo una questione lessicale, bensì abbia alla base un’inversione nella tendenza di lettura dei dati. Si intende sperimentare tale lettura, azzerando quanto di negativo esiste nella percezione comune ed immaginando nuovamente un territorio del quale oggi, prima ancora dell’azione, riesce difficile la definizione, l’interpretazione.

It was 1964 when the photographer Tazio Secchiaroli portrayed Mr. Clint Eastwood, dressed as a cowboy, riding a horse off Cinecittà’s studios, in the wide roman countryside: behind him, the big housing buildings standing out, together with him in the foreground there’s the “wasteland” of the fields. City and country were two distinct and recognizable entities, that radically got mixed at the end of ‘800, when Rome’s physical and conceptual borders became distinct as well, letting the difference between urban “inside” and “outside” get lost. What happened, since then, to the border area of the urban tissue, while its limit was going forward turning the city into a metropolis? The periphery appears, disrupted by inconsistent and heterogeneous logics, and the countryside gets fragmented as well. The urban outskirt, looking as the result of a process of impoverishment of the rural world, rewritten by modern techniques of tissue expansion, is nowadays taken as the symbol of the sprawl. However, this representation is probably not sufficient as a description of a part of the city and it’s not useful neither in its problem’s solving. If we thing at the image of the suburbs as linked to a specific way of looking, method of analysis used in every experimentation with them, it’s possible to understand the reinterpretation we affirm as necessary is not only a language matter, but is referred to a deeper reading of the data coming from the context. This research intends to try a new method, totally avoiding common perception, in order to figure again, before operating, the territory of the suburbs.

 

Giulia Bassi (Roma 1990), architetto. Laureata con lode presso il Dipartimento di Architettura Roma Tre. Attività professionali: tirocinio presso lo studio Seste Engeneering (Aymonino A., Aymonino F., Cimato, Trinca, De Fazi). Attività in campo accademico: inizia nel 2014 come assistente del prof. Arch. F. R. Ghio, partecipa all’organizzazione della Biennale dello spazio pubblico 2015 ed è attualmente assistente del prof. E. Von Normann.

Giulia Bassi (Rome 1990), architect. Graduated cum laude at Dipartimento di Architettura Roma Tre. Professional activity: internship to Seste Engeneering architecture office (Aymonino A., Aymonino F., Cimato, Trinca, De Fazi). Academic activity: beginning in 2014 as Prof. F. R. Ghio teaching assistant, has worked at the Biennale dello Spazio Pubblico 2015 and is now prof. Emanuele Von Normann teching assistant.

Immagine Copertina

ADIEU AU LANGAGE #01 

ADIEU AU LANGAGE #01: Contesto fisico vs Contesto virtuale

Flavio Graviglia

Si può ritrovare nello sviluppo delle tecniche di riproduzione e stampa, a cavallo tra il XVIII e XIX secolo, il seme della rivoluzione culturale avvenuta pochi decenni più tardi con l’avvento della fotografia. Acqueforti dapprima e fotografie poi, divennero il veicolo principale della comunicazione delle immagini, inaugurando un nuovo rapporto di relazioni tra edificio e contesto architettonico: tanto le costruzioni di nuova realizzazione, quanto quelle più antiche, videro accostarsi al tradizionale contesto fisico, determinato dal manufatto stesso e dagli edifici adiacenti, un contesto virtuale, composto dalla somma e dalla diffusione delle riproduzioni dell’edificio. L’articolo esamina come tale processo abbia modificato negli ultimi due secoli il linguaggio architettonico, condizionando fortemente la struttura urbana delle nostre città.

With the evolution of reproductive techniques and printing, at the turn of the eighteenth and nineteenth centuries, one recognizes the beginnings of a cultural revolution, which occurred a few decades later, with the advent of photography. The principal vectors for communicating images were first etchings and then, photographs, ushering in a new relationship between buildings and the architectural context: thus, newly-built buildings, as well as older ones, were perceived not only through their conventional physical context, determined by the construction itself and by the adjacent buildings, but also through a virtual context, made up of the sum total and spread in circulation of reproductions of the building itself. The article examines how, over the past two centuries, this process has changed the language of architecture, thereby profoundly shaping the urban structure of our cities.

 

FLAVIO GRAVIGLIA

Architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville. Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

Novità in rubriche – Lessico

08 - ALLEGORIE BIOLOGICHE

 

Lessico dell’urbano 08 – Allegorie Biologiche

Fabrizio Esposito

Megalopoli, città diffusa, periurbanizzazione, sono solo alcuni dei molti neologismi che hanno travalicato il linguaggio tecnico dell’urbanistica per entrare a far parte del linguaggio comune: questi neologismi, oltre che “designare” e “denotare” specifici fenomeni urbani emergenti, testimoniano della natura multiforme della città contemporanea. L’obiettivo di questi testi sarà quello di presentare un ristretto vocabolario ragionato dei principali neologismi dell’urbano, attraverso un approccio fondamentalmente terminologico organizzato in otto categorie generali. La lettura incrociata dei differenti termini, al di là della polisemia di alcuni e dell’equivoca utilizzazione di altri, permetterà, forse, di evocare la “forma” e la sovrapposizione dei significati della città attuale. L’ultima sezione (allegorie biologiche) raccoglie i termini che collegano metaforicamente le forme insediative urbane agli organismi viventi.

Megalopolis, urban sprawling, sprawl: these are just some of the many neologisms belonging to the technical language of planning that became part of the common language: these neologisms besides “designating” and “denoting” specific emerging urban phenomena testify the manifold nature of the contemporary city. The goal of these book is to present a limited reasoned vocabulary of the major neologisms of the urban, through an approach fundamentally terminological organized into height general categories. The cross reading of the different terms, beyond the polysemy of some and the equivocal use of others, will maybe allow to evoke the “form” and the overlap of the meanings of the current city. The last section (biological allegories) collects the terms metaphorically linking the urban settlement forms to living organisms.

 

FABRIZIO ESPOSITO

Architetto e Ph.D. in Tecnica Urbanistica. Coniuga didattica universitaria e ricerca con la libera professione, occupandosi delle pratiche abitative negli spazi aperti rurali e dei rapporti tra forme insediative e persistenze storiche agrarie. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca finanziati dal MIUR. Collabora col Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova. In campo professionale si dedica all’architettura civile e alla stesura di piani urbani comunali, con particolare attenzione alla Valutazione Ambientale Strategica e alla riqualificazione architettonica in aree di pregio paesistico.

Architect, Ph.D. in Town Planning. He combines teaching and university research with the profession, dealing with housing practices in rural open spaces and with the relationship between settlement forms and agricultural historical persistence. He participated to several research projects funded by the Ministry of Education. He collaborates with the Department of Sciences for Architecture of the Polytechnic School of Genoa. In the professional field he is involved in civil architecture projects and the elaboration of urban plans, with particular attention to the Strategic Environmental Assessment and redevelopment in areas of landscape values.

copertina_NUOVE CAMPAGNE

Lessico dell’urbano 07 – Nuove Campagne

Fabrizio Esposito

Megalopoli, città diffusa, periurbanizzazione, sono solo alcuni dei molti neologismi che hanno travalicato il linguaggio tecnico dell’urbanistica per entrare a far parte del linguaggio comune: questi neologismi, oltre che “designare” e “denotare” specifici fenomeni urbani emergenti, testimoniano della natura multiforme della città contemporanea. L’obiettivo di questi testi sarà quello di presentare un ristretto vocabolario ragionato dei principali neologismi dell’urbano, attraverso un approccio fondamentalmente terminologico organizzato in cinque categorie generali: città globali, territori a bassa densità, modelli a rete, simulacri urbani, patchwork e città rurali. La lettura incrociata dei differenti termini, al di là della polisemia di alcuni e dell’equivoca utilizzazione di altri, permetterà, forse, di evocare la “forma” e la sovrapposizione dei significati della città attuale. La settima sezione (nuove campagne) raccogli alcuni termini che definiscono le nuove tendenze insediative che propugnano una rinascita della campagna, piuttosto che un’invasione tout court dell’urbano negli spazi aperti.

Megalopolis, urban sprawling, sprawl: these are just some of the many neologisms belonging to the technical language of planning that became part of the common language: these neologisms besides “designating” and “denoting” specific emerging urban phenomena testify the manifold nature of the contemporary city. The goal of these book is to present a limited reasoned vocabulary of the major neologisms of the urban, through an approach fundamentally terminological organized into five general categories: global cities, areas of low density, network models, urban simulacra, patchwork and rural cities. The cross reading of the different terms, beyond the polysemy of some and the equivocal use of others, will maybe allow to evoke the “form” and the overlap of the meanings of the current city. The seventh section (new campaigns) collect some terms that define new trends settlement who advocate a revival of the campaign, rather than outright invasion of the urban open spaces.

 

FABRIZIO ESPOSITO

Architetto e Ph.D. in Tecnica Urbanistica. Coniuga didattica universitaria e ricerca con la libera professione, occupandosi delle pratiche abitative negli spazi aperti rurali e dei rapporti tra forme insediative e persistenze storiche agrarie. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca finanziati dal MIUR. Collabora col Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova. In campo professionale si dedica all’architettura civile e alla stesura di piani urbani comunali, con particolare attenzione alla Valutazione Ambientale Strategica e alla riqualificazione architettonica in aree di pregio paesistico.

Architect, Ph.D. in Town Planning. He combines teaching and university research with the profession, dealing with housing practices in rural open spaces and with the relationship between settlement forms and agricultural historical persistence. He participated to several research projects funded by the Ministry of Education. He collaborates with the Department of Sciences for Architecture of the Polytechnic School of Genoa. In the professional field he is involved in civil architecture projects and the elaboration of urban plans, with particular attention to the Strategic Environmental Assessment and redevelopment in areas of landscape values.

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Reflecting on today’s markets

The need for public markets today: the experience of Project for Public Spaces

Sara Caramaschi

The contribution gives an insight from the experience of Project for Public Spaces, a non-profit planning, design and educational organization, which advises cities across North America with special emphasis on citizen participation and transformation processes. The PPS program on marketplaces shows how public markets offer an effective strategy for revitalizing a community and for driving urban regeneration, sustainable living, employment and entrepreneurship in cities across North America. In June 2014, the author took part to the course How to create successful markets organized in New York City, where she learnt how to create or grow a thriving public market in cities from the experts at PPS.

 

Sara Caramaschi

Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, attualmente frequenta il dottorato in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali” presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa del paesaggio urbano e nell’ambito della formazione dottorale sta approfondendo il tema del commercio mobile e il suo ruolo nell’attivazione dello spazio pubblico. Partecipa alle attività didattiche presso il dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre ed è parte del comitato di redazione del giornale online UrbanisticaTre.

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London 2012 and the Lower Lea Valley

Mega events, urban regeneration and environmental sustainability: London 2012 Olympic Games and the Lower Lea Valley.

Stefano Quaglia

 

In recent decades, the role of mega events as tools of urban regeneration has significantly grown in importance within the urban development strategies of cities, in particular in post-Fordist metropolises where the relocation of industries and outsourcing economy have left a physical, economic and social emptiness.

In this context, the Olympic Games, thanks to the huge economic resources that can ‘unlock’, represent an urban policy tool capable of driving synergies towards the implementation of large-scale urban plans.

Aim of this paper is a critical analysis, from an environmental sustainability point of view, of the Lower Lea Valley regeneration process triggered by the London’s Olympic Games in 2012.

 

STEFANO QUAGLIA

Urban and environmental planner, graduate in Planning and Policies for the City, Environment and Landscape, has gained a European Master in Planning and Policies for the Environment (IUAV-UTL). During the last year he has finalized his research activity on the urban regeneration triggered by mega events, deepening the cases of London 2012 Olympic Games and Expo Milan 2015 with a focus on their environmental policies strategies. Research interests: environmental conflicts, planning and management of green and blue infrastructures and climate change impacts on urban areas.

 

 

 

COP06 - CITTÀ RURALI

Lessico dell’urbano 6 – Città Rurali

Fabrizio Esposito

Megalopoli, città diffusa, periurbanizzazione, sono solo alcuni dei molti neologismi che hanno travalicato il linguaggio tecnico dell’urbanistica per entrare a far parte del linguaggio comune: questi neologismi, oltre che “designare” e “denotare” specifici fenomeni urbani emergenti, testimoniano della natura multiforme della città contemporanea. L’obiettivo di questi testi sarà quello di presentare un ristretto vocabolario ragionato dei principali neologismi dell’urbano, attraverso un approccio fondamentalmente terminologico organizzato in cinque categorie generali: città globali, territori a bassa densità, modelli a rete, simulacri urbani, patchwork e città rurali. La lettura incrociata dei differenti termini, al di là della polisemia di alcuni e dell’equivoca utilizzazione di altri, permetterà, forse, di evocare la “forma” e la sovrapposizione dei significati della città attuale. La sesta parte (città rurali) raccoglie alcuni termini utilizzati per definire le forme della dispersione insediativa in cui si realizza, formalmente e socialmente, una sintesi tra comunità rurale autoctona con la popolazione di nuovi residenti con costumi abitativi esclusivamente urbani.

Megalopolis, urban sprawling, sprawl: these are just some of the many neologisms belonging to the technical language of planning that became part of the common language: these neologisms besides “designating” and “denoting” specific emerging urban phenomena testify the manifold nature of the contemporary city. The goal of these book is to present a limited reasoned vocabulary of the major neologisms of the urban, through an approach fundamentally terminological organized into five general categories: global cities, areas of low density, network models, urban simulacra, patchwork and rural cities. The cross reading of the different terms, beyond the polysemy of some and the equivocal use of others, will maybe allow to evoke the “form” and the overlap of the meanings of the current city. The sixth part (rural towns) collects some of the terms used to define the forms of urban sprawl in which there is a synthesis between the indigenous rural community with a population of new residents living with costumes exclusively urban.

 

FABRIZIO ESPOSITO

Architetto e Ph.D. in Tecnica Urbanistica. Coniuga didattica universitaria e ricerca con la libera professione, occupandosi delle pratiche abitative negli spazi aperti rurali e dei rapporti tra forme insediative e persistenze storiche agrarie. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca finanziati dal MIUR. Collabora col Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova. In campo professionale si dedica all’architettura civile e alla stesura di piani urbani comunali, con particolare attenzione alla Valutazione Ambientale Strategica e alla riqualificazione architettonica in aree di pregio paesistico.

Architect, Ph.D. in Town Planning. He combines teaching and university research with the profession, dealing with housing practices in rural open spaces and with the relationship between settlement forms and agricultural historical persistence. He participated to several research projects funded by the Ministry of Education. He collaborates with the Department of Sciences for Architecture of the Polytechnic School of Genoa. In the professional field he is involved in civil architecture projects and the elaboration of urban plans, with particular attention to the Strategic Environmental Assessment and redevelopment in areas of landscape values.