ISSN 1973-9702

11

 

di Fulvio Orsenigo

 

Questa serie di fotografie si propone di esplorare la relazione esistente tra l’aspetto formale delle immagini e la struttura sensibile dell’organo biologico. Questa relazione viene indagata attraverso un graduale svuotamento degli aspetti emozionali ed occasionali contenuti nelle immagini,  regredendo nel processo percettivo dall’oggetto alla struttura, all’elemento singolo percepito come regolarità geometrica nel campo visivo. In questo processo di regressione gli aspetti formali che ne emergono non sono più qualità geometriche o di luminanza rappresentate negli oggetti, ma piuttosto qualità rappresentate nelle operazioni della struttura primaria dell’analizzatore sensoriale il cui prodotto, l’immagine, non è più immagine di qualcosa, ma manifestazione di quelle operazioni. Le fotografie di11inseguono questa regressione: è il tentativo di leggere l’immagine come architettura della struttura primaria, evidenziando le costanti implicite che operano nella relazione tra organo di senso e ambiente, costanti che sono di fatto trasparenti, inglobate e infine incarnate negli oggetti della percezione.

This series of photographs aims to explore the relationship between the formal aspect of the images and the sensitive structure of the biological organ. This relationship is investigated through a gradual emptying of the emotional and occasional aspects contained in the images, regressing in the perceptual process from the object to the structure, to the single element perceived as geometric regularity in the visual field. In this regression process, the formal aspects that emerge are no longer geometric or luminance qualities represented in the objects, but rather qualities represented in the operations of the primary structure of the sensory analyzer, whose product, the image, is no longer the image of something, but the manifestation of those operations. The photographs of 11 follow this regression: it is an attempt to read the image as architecture of the primary structure, highlighting the implicit constants that operate in the relationship between sense organ and environment, constants that are in fact transparent, incorporated and finally embodied in the objects of perception.

Fulvio Orsenigo è un fotografo di architettura e di paesaggio. Al centro del suo lavoro è il rapporto tra rappresentazione spaziale e processi percettivi, che viene esplorato nei progetti sull’architettura e sul paesaggio. Ha ideato e partecipato al progetto collettivo Venezia_Marghera, curato da Paolo Costantini ed esposto in occasione della 47 Biennale di Venezia (1997). Ha pubblicato, con Alessandra Chemollo, i volumi “Senzaposa” (2004) e “Internofuori” (2006). Dal 2005 al 2009 insegna fotografia all’Università di Architettura di Venezia. Cofondatore di Fuorivista, un collettivo di fotografi con il quale produce e cura il progetto e il libro “Sismycity. L’Aquila 2010” (2010), un lavoro sugli effetti del terremoto dell’Aquila, esposto a Palazzo Ducale di Venezia e alla Triennale di Milano. Nel 2016 è invitato ad esporre “Italogramma”, un progetto con Alessandra Chemollo, nel Padiglione Italia della 15. Biennale di Architettura. Le sue fotografie sono ampiamente pubblicate in riviste e libri di architettura.

GREEN WAY TERZOLLE

 

Green Way Terzolle. Un sistema d’interventi per disegnare il paesaggio

di Giacomo Dallatorre

 

I corsi d’acqua rappresentano elementi di continuità attraverso i quali ripensare le periferie dei centri abitati, affidandosi ad un processo di ricucitura dei margini e di messa a sistema dei vuoti urbani. Segnalato nel Piano Strutturale come uno dei principali corridoi ecologici del Comune di Firenze, il Terzolle è la spina dorsale della proposta per un parco lineare tra i quartieri di Novoli e Rifredi. Si prevede il riutilizzo di questa antica infrastruttura urbana in un nuovo scenario: il bordo del torrente può essere vissuto in maniera continua, attraverso il risanamento dei sistemi di accesso esistenti ed un abaco di progetti lungo il percorso, in grado di rinnovare il rapporto tra natura e città. Il parco si struttura attraverso una serie di stanze all’aperto dove sostare lontani dai rumori del traffico. Il passaggio tra le sponde è garantito dal recupero dei ponti esistenti e la previsione di nuove pergole, mentre un sistema modulare di padiglioni ospita servizi legati allo sport ed attività per la vita di quartiere.

Watercourses represent continuity elements through which reconsider the suburbs of built-up areas relying on a process to reconnect the river sides and to organize in a system a series of urban empty spaces. Reported in the Structural Plan as one of the main ecological corridors of Florence Municipality, Terzolle is the backbone of a proposal meant to create a line park between the neighborhoods of Novoli and Rifredi. It is expected the reuse of this ancient urban infrastructure set in a new scenario: the edge of the stream can be experienced continuously, through the requalification of the existing entry systems and an abacus of projects along the way able to revive the relation between nature and city. The park is structured through a series of open rooms where to stand away from the traffic noise. The passage between the shores is guaranteed by the recovery of existing bridges and the plan of new pergolas, while there’s a modular system of pavilions hosting services connected to sport and activities for the neighbourhood life.

Giacomo Dallatorre (Montevarchi, 1986), è architetto e borsista di ricerca. Dopo la laurea presso l’Università degli Studi di Firenze (A.I. Volpe, Fabio Lucchesi, 2012), è cultore della materia presso il laboratorio dell’architettura III, prof. Andrea Innocenzo Volpe. È attualmente collaboratore del Dida Communication Lab, afferente al sistema dei laboratori DIDALABS, con il quale partecipa a numerosi progetti editoriali e di ricerca. In qualità di tutor partecipa a numerosi workshop ed allestimenti, tra i quali: “Camaiore and the Via Francigena” (2017, supervisor prof. Toru Ajisaka e Makiko Masudome), “Prato (China) Crossing new zeland” (2013, supervisor Prof. Francesco Collotti, Prof. Tony Van Raat.

Barcellona e il diritto alla città

 

di Juana Furió

 

Dal 1850 la trasformazione urbana di Barcellona è stata legata a una serie di grandi eventi internazionali che funsero da biglietto da visita per entrare a far parte della costellazione di città moderne, così come per colmare le carenze di pianificazione e servizi destinati a una popolazione in costante crescita. Nel corso degli anni le inversioni pubblico-privato hanno stabilito una dinamica di rafforzamento reciproco sia per i grandi progetti sia per quelli “chirurgici” di minore rilievo che, dal 1986, hanno risanato zone emarginate al fine di renderle più sicure e attraenti per i loro abitanti. L’eliminazione delle vecchie leggi degli affitti che proteggevano i locatari ai fini di fare della casa un bene di mercato, insieme al richiamo al capitale estero per sostituire gli investimenti pubblici sono stati considerati un fattore di diseguaglianza e rientrano nel fenomeno della gentrificazione. I movimenti sociali contro l’esclusione e per il diritto a un alloggio decente aumentano in proporzione al numero di quartieri colpiti dalla mutazione di Barcellona in città di vacanze dove i residenti sono espulsi dai loro appartamenti in affitto che saranno trasformati in alberghi e appartamenti turistici. Questo è il momento chiave per pensare al diritto alla città e ai doveri delle autorità di proteggerlo e garantirlo davanti i flussi finanziari che rifiutano qualsiasi controllo.

Since 1850 Barcelona’s urban transformation has been linked to big international events to be used as a calling card so as to count among the constellation of modern cities and to correct planning and services deficiencies for a constantly growing population. Along the time public and private investments stablished a mutually- reinforcing dynamic both for big projects and for minor “chirurgical” interventions, which, since 1986, cleaned up marginalized areas to become safer and attractive to their inhabitants. The removal of laws protecting tenants to make housing a market asset together with the appeal to foreign capital to replace public investments has been considered a factor of inequality, encompassed within the global phenomenon of gentrification. Social movements against exclusion and for the right to decent housing increased proportionally to the growing number of neighborhoods affected by Barcelona’s switchover in a holiday town where residents are expelled from their rented houses due to their conversion into hotels or turistic appartments. This is the key moment to think about the Right to the City and public authorities’ duty to protect and guarantee it in front of blind financial flows that reject any control.

Juana Furió nasce a Valencia (Spagna) nel 1962. Consegue la laurea in Filologia romanica nel 1987 presso l’Università di Barcellona; nel 1995 consegue il Dottorato in giornalismo presso l’Università autonoma di Bellaterra e nel 2017 ottiene un Master in Fotogiornalismo presso la Mittuniversitetet di Sundsvall (Svezia). Dal 1987 documenta fotograficamente la trasformazione urbana di Barcellona.

LA MINIERA DI SALGEMMA DI LOULÉ

 

La miniera di salgemma di Loulé nel paesaggio del Portogallo meridionale: una risorsa a livello paesaggistico e urbano.

di Daniele Stefàno

 

Le miniere sono generalmente degli spazi chiusi, ma custodiscono molte qualità, che se considerate alla luce di una possibile riqualificazione urbana offrono nuovi e interessanti punti di vista. La miniera di sale di Loulé (Algarve, Portogallo) è profonda duecento metri, e si articola in tunnel sotterranei giustapposti alla maglia urbana superficiale. L’articolo vuole mostrare le potenzialità della miniera di Loulé, considerandola nel suo contesto paesaggistico e territoriale ponendo l’accento sui possibili utilizzi dell’area mineraria, sottolineando come possa rappresentare un esempio per la riqualificazione delle miniere e come questi spazi marginali possano riconnettersi ecologicamente ai sistemi esistenti. La ricerca si basa sul concetto di interpretare il sottosuolo come un centro di energie che portano in superficie dei risultati a livello urbano e paesaggistico; un organismo vivo che agisce e reagisce, di produzione di benessere e cultura.

Loulé is a famous town in the Algarve region, in southern Portugal and his salt mine is considerably large, made by a vast grid of tunnels underground. Mines are generally not a visible source, but they have many qualities that can help in urban and landscape planning. The article aims to show the potential role of the mine in a landscape requalification, and what the other functionalities can be at the end of the salt production. The Loulé salt mine is also a relevant example of how mines can interact with the city sustainably. According to that, abandoned areas can be opened to the public and integrated into the ecological and urban system. Moreover, the research highlights the advantages of the Loulé mine as an essential part of the city and the landscape.

Daniele Stefàno, nato a Roma nel 1991, si è laureato in Architettura del Paesaggio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nell’a.a. 2016-17 e nell’a.a. 2017-18 ha conseguito il Master di II livello in Paesaggistica presso l’Università degli Studi di Firenze. A Lisbona ha potuto approfondire la progettazione del paesaggio presso Instituto Superior de Agronomia con João Nunes. Nel contempo,ha realizzato un giardino temporaneo per Giardineggiare nel 2013, presso la Biennale del Giardino Mediterraneo di Grottammare. Attualmenteè Segretario della Società Scientifica Italiana di Architettura del Paesaggioe collabora a ricerche dello IUVAS – Institute for Urban Variation and Architectural Systems.

LA CITTÀ DOMESTICA

 

Espansione del ruolo della domesticità nel contesto urbano contemporaneo. Nuove relazioni tra uomo e città

di Flavio Martella

 

La relazione dominante tra casa e città è da sempre stata uno dei meno evidenti, ma più significativi fattori in grado di promuovere e permettere il cambiamento sociale generale. Nell’era contemporanea i cambiamenti nella struttura familiare, nell’organizzazione del lavoro, nelle tecnologie, nelle comunità e nella comunicazione, si stanno riflettendo in una nuova rivoluzione urbana che fonde lo spazio domestico con quello della città. Cambiano quindi i significati di pubblico e privato, di esterno ed interno, di architettura della casa ed architettura della città. La struttura organizzativa urbana che ci ha accompagnato nell’ultimo secolo sta subendo una forte scossa alle sue fondamenta verso un radicale cambiamento nella sua natura che comporta delle nuove relazioni tra uomo e città.

The dominant relationship between home and city has always been one of the less obvious, but more significant factors that can promote and allow general social change. In the contemporary era the changes in the family structure, in the organization of work, in technologies, in communities and in communication, are being reflected in a new urban revolution that blends the domestic space with that of the city. Thus the meanings of public and private, of exterior and interior, of architecture of the house and architecture of the city, are changing. The urban organizational structure that has accompanied us in the last century is undergoing a strong shock to its foundations towards a radical change in its nature that involves new relationships between man and city.

Flavio Martella, dottorando presso il dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Universidad Politecnica de Madrid, è laureato in ingegneria Edile-Architettura presso Roma Tor Vergata. È stato ricercatore alla West Virginia University per lo sviluppo di un prototipo abitativo sostenibile poi costruito a Los Angeles ed ora esposto al Tellus Museum di Cartersville. Ha collaborato con studi olandesi, spagnoli ed italiani a progetti di ricerca architettonica esposti alle Biennali di Rotterdam, Seoul, Madrid e Orleans, oltre che partecipare a progetti di rilevanza internazionale.

BhENEFIT: gestione centri storici

Un progetto europeo per la gestione sostenibile dei centri storici attraverso i sistemi GIS

di Daniela Corsini & Maria Cristina Fregni

 

La conservazione del patrimonio costruito necessita un modello sostenibile in termini ambientali, economici e sociali. Il progetto B.h.EN.E.F.I.T. vuole migliorare le capacità di gestione dei centri storici, combinando la manutenzione quotidiana legata alla conservazione alla valorizzazione. Il progetto ricerca nuove soluzioni per valutare la compatibilità di utilizzo del patrimonio costruito e ottimizzare le performance degli edifici storici.La prima parte dell’articolo illustra struttura del progetto e obiettivi. Si presentano poi i primi risultati, relativi all’analisi della governance nei paesi partner del progetto. Nonostante un approccio alla conservazione molto differente, la gestione dei centri storici è sempre un’attività complessa che include importanti attori sia pubblici che privati.La terza parte dell’articolo descrive come nuove metodologie basate sui sistemi GIS potrebbero aiutare le attività di pianificazione e gestione dei centri storici. In conclusione si descrivono le prossime attività previste dal progetto.

The preservation of built heritage needs a model that is environmentally, economically and socially sustainable. The B.h.EN.E.F.I.T. project focuses on improving the management of historic built areas, combining the daily maintenance of historic heritage with its preservation and valorisation in a sustainable way. The project will look for novel solutions on how to evaluate the use and historical value of built areas and how to optimise building performances. Accordingly, the first part of the article describes project’s goals and organization. The second part of the article presents the first stage’s main results. In the light of the analysis of HBA governance system at national level, the term “preservation” has a different meaning in the seven countries partner of the project. Despite that, managing an HBA is always a complex activity that involves relevant players from the public and private sectors. The third part of the article depicts how new innovative methodologies GIS-based could help the planning and managing activities of HBA. Finally, it is described how the project is continuing.

 

Daniela Corsini è architetto libero professionista e Ph.D. in Progettazione Paesaggistica presso l’Università degli Studi di Firenze. Si è laureata in Architettura con lode al Politecnico di Milano con una tesi sugli spazi pubblici che ha vinto un Diploma d’Onore per tesi in Pianificazione al Premio INU 2010. Il suo interesse per la progettazione degli spazi pubblici continua anche nella sua attività professionale, in particolare ha vinto il concorso per la riqualificazione del Parco della Pace (Comune di Nonantola) e progettato la riqualificazione di via Ferri a San Benedetto Po (Mantova).

Maria Cristina Fregni dal 2000, anno di laurea al Politecnico di Milano, ha alternato Pratica professionale e Ricerca intraprendendo svariate esperienze su tutela e valorizzazione dei beni culturali attraverso la pianificazione. Dopo il Dottorato nel 2005 in Architettura, Urbanistica e Conservazione dei Luoghi dell’abitare e del Paesaggio, ha collaborato con il Settore Trasformazione Urbana del Comune di Modena e partecipato alla ricerca I luoghi della cultura a Modena della fondazione Mario Del Monte. Dal 2013 è socia di Politecnica, dove si occupa di Rigenerazione Urbana e progetti europei.

RIGENERAZIONI URBANE

Conflitto, partecipazione e urban redevelopment. Il progetto Mediaspree a Berlino

di Marianna Luna

 

La città neoliberale è l’emblema della dissoluzione dei modelli urbani tradizionali. Le città sono divenute i contenitori senza confini di una serie di nuovi fenomeni, e di continue riorganizzazioni e adattamenti. Per affrontare le sfide poste da queste nuove realtà socioeconomiche, l’aspetto della città è stato radicalmente ridefinito, e tra i vari piani di rinnovamento, rigenerazione e riqualificazione sembra emergere sempre di più l’allontanamento delle posizioni politiche dalle istanze reali. L’analisi del caso Mediaspree, a Berlino, dimostra come la logica del profitto sembra non trovare più spazio per ricomprendere la volontà popolare. I processi di accrescimento di valore economico stanno impoverendo lo spazio urbano, appiattendolo, rendendolo irriconoscibile. In che modo, allora, questo tipo di pianificazione influenza le dinamiche geografiche e sociali?

The neoliberal city is the emblem of the dissolution of traditional urban models. Cities have become the boundless containers of a series of new phenomena, of continuous reorganization and adaptation. To face the challenges posed by these new socio-economic realities, the city’s appearance has been radically redefined, and among the projects of renewal, regeneration and redevelopment, the distancing of political positions from real instances seems to emerge more and more. The analysis of the Mediaspree case, in Berlin, shows how the logic of profit seems to no longer find space to embrace the will of the people. The processes of growth of economic value are impoverishing the urban space, flattening it, making it unrecognizable. How, then, does this type of planning influence the geographic and social dynamics of the city?

 

Marianna Luna è laureata con lode in Geografia e Processi Territoriali presso l’Università di Bologna. Ha concluso il percorso accademico a Berlino, dova ha svolto ricerca sul campo per il suo lavoro finale. La tesi, dal titolo “Il progetto Mediaspree a Berlino. Conflitto, partecipazione e urban redevelopment”, analizza il più importante progetto di sviluppo immobiliare della capitale tedesca, con i relativi impatti a livello urbano e sociale, e tenta di individuare delle disarticolazioni dai modelli urbani imposti dalla città neoliberale.

Copertina 2 copia

URBAN CONNECTIVITY 2

Pianificare la connettività: un nuovo possibile approccio per la gestione del sistema urbano nazionale

di Francesco Zullo

 

La tecnologia dell’informazione è divenuta fondamentale nei processi di gestione urbana ma da sola non è certamente in grado di risolvere le questioni che attengono la funzionalità del complesso organismo urbano nella sua accezione territoriale. La velocità dei cambiamenti legati alla globalizzazione, a nuove teorie economiche e al continuo sviluppo tecnologico generano cambiamenti repentini nello spazio urbano come anche nei rapporti tra sistemi urbani e con il resto del territorio. Il lavoro propone quindi un nuovo possibile approccio di governo del territorio che vede nella lettura congiunta delle connessioni e dei flussi una efficiente chiave d’interpretazione della pluralità dei cambiamenti in atto. Tali concetti si legano all’utilizzo di infrastrutture condivise, alla diffusione delle reti energetiche e di reti di trasmissione veloce di dati, all’accesso e alla gestione dei servizi per compiere una evoluzione dallo spazio politico a quello funzionale.

Information technology has become fundamental in urban management processes, but it is certainly not able to solve the multilevel issues that affect the functionality of the complex urban organism in its territorial meaning. The speed of changes, which are connected to globalization, new economic theories and continuous technological development, generate sudden changes in urban space as well as in the relationships between urban systems and the rest of the territory. The work therefore proposes a new possible approach to territorial governance, which considering both connections and flows, aims at a more efficient interpretation of the various changes taking place. These concepts are linked to the use of shared infrastructures, the diffusion of energy networks and broadband network, access to and management of services to make an evolution from the political to the functional space.

Francesco Zullo dal 2014 è professore a contratto in SIT e Valutazione Ambientale presso l’Università degli Studi dell’Aquila. E’ Ph.D. in Scienze Ambientali, la sua attività di ricerca riguarda i temi della pianificazione territoriale, dell’ecologia del paesaggio e dell’uso delle applicazioni GIS nelle scienze del territorio per l’analisi, la diagnosi e la valutazione ambientale. E’ autore di circa 70 pubblicazioni tra cui 8 lavori su rivista internazionale inerenti il fenomeno della conversione urbana dei suoli in Italia e di un volume sull’uso dei GIS nei processi di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale.

Francesco Zullo is Adjunct Professor in GIS and Environmental Assessment at the University of L’Aquila. Ph.D. in Environmental Science, his research interests include ecological network planning, land use change, GIS techniques for territorial analysis and spatial statistics. He is author of about 70 publications on the various issue about land take in Italy, Landscape Ecology and Environmental GIS Application, including a volume on the use of GIS in environmental assessment and land planning processes.

 

NUOVA_ Image_f1 copia 2

 

URBAN CONNECTIVITY 1

Pianificare la connettività: un nuovo possibile approccio per la gestione del sistema urbano nazionale

di Francesco Zullo

 

La tecnologia dell’informazione è divenuta fondamentale nei processi di gestione urbana ma da sola non è certamente in grado di risolvere le questioni che attengono la funzionalità del complesso organismo urbano nella sua accezione territoriale. La velocità dei cambiamenti legati alla globalizzazione, a nuove teorie economiche e al continuo sviluppo tecnologico generano cambiamenti repentini nello spazio urbano come anche nei rapporti tra sistemi urbani e con il resto del territorio. Il lavoro propone quindi un nuovo possibile approccio di governo del territorio che vede nella lettura congiunta delle connessioni e dei flussi una efficiente chiave d’interpretazione della pluralità dei cambiamenti in atto. Tali concetti si legano all’utilizzo di infrastrutture condivise, alla diffusione delle reti energetiche e di reti di trasmissione veloce di dati, all’accesso e alla gestione dei servizi per compiere una evoluzione dallo spazio politico a quello funzionale.

Information technology has become fundamental in urban management processes, but it is certainly not able to solve the multilevel issues that affect the functionality of the complex urban organism in its territorial meaning. The speed of changes, which are connected to globalization, new economic theories and continuous technological development, generate sudden changes in urban space as well as in the relationships between urban systems and the rest of the territory. The work therefore proposes a new possible approach to territorial governance, which considering both connections and flows, aims at a more efficient interpretation of the various changes taking place. These concepts are linked to the use of shared infrastructures, the diffusion of energy networks and broadband network, access to and management of services to make an evolution from the political to the functional space.

 

Francesco Zullo dal 2014 è professore a contratto in SIT e Valutazione Ambientale presso l’Università degli Studi dell’Aquila. E’ Ph.D. in Scienze Ambientali, la sua attività di ricerca riguarda i temi della pianificazione territoriale, dell’ecologia del paesaggio e dell’uso delle applicazioni GIS nelle scienze del territorio per l’analisi, la diagnosi e la valutazione ambientale. E’ autore di circa 70 pubblicazioni tra cui 8 lavori su rivista internazionale inerenti il fenomeno della conversione urbana dei suoli in Italia e di un volume sull’uso dei GIS nei processi di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale.

Francesco Zullo is Adjunct Professor in GIS and Environmental Assessment at the University of L’Aquila. Ph.D. in Environmental Science, his research interests include ecological network planning, land use change, GIS techniques for territorial analysis and spatial statistics. He is author of about 70 publications on the various issue about land take in Italy, Landscape Ecology and Environmental GIS Application, including a volume on the use of GIS in environmental assessment and land planning processes.

 

Copertina_ 05-Cantiere 2017.07-foto luc boegly 3

 

Intervista a Ludovica Di Falco (SCAPE)

di Flavio Graviglia

 

SCAPE è uno studio italo-francese, con sedi a Parigi, Roma e Milano. In occasione della costruzione di un edificio a Parigi, nella ZAC di Clichy-Batignolles, ho incontrato Ludovica di Falco, socia fondatrice dello studio, per conoscere gli ultimi sviluppi del loro lavoro ed approfondire le differenze tra il panorama architettonico francese e quello italiano.

SCAPE is an Italian-French Architecture firm, with offices in Paris, Rome and Milan. On the occasion of the construction of a building in Paris, in the ZAC of Clichy-Batignolles, I met Ludovica di Falco, the founding partner of the firm, to learn about the latest developments in their work and explore the differences between the French and Italian architectural scene.

 

Flavio Graviglia, architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville.

Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais. A seguito del suo lavoro di ricerca ha ottenuto il <PREMIO DIASTIZEIN Per la Teoria di Architettura> ed il III Premio del <Concorso Giovani Critici, VI Edizione>.

Flavio Graviglia, Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

 

 

copertina copia 2

’15 – ’18: trasformazioni urbane al fronte

di Nicola Vazzoler

 

Nel 2018 ricorre l’anniversario della fine della Grande Guerra che ha visto le truppe italiane impegnate principalmente lungo un fronte che si estendeva dallo Stelvio al mar Adriatico. Dopo tre anni di guerra in trincea, l’Italia ne usciva vincitrice e alcuni territori conquistati, che correvano lungo il fronte, diventavano ufficialmente italiani. L’Alto Adige, la Venezia Giulia e il basso Friuli venivano accorpati al Regno con un ritardo di quasi 60 anni rispetto all’Unità d’Italia e festeggiano quindi solo oggi il loro secolo da italiani. Un processo di annessione che ha prodotto, a livello locale, distruzioni belliche ma anche processi di riassetto e trasformazione di città e territori imposti dal nuovo governo. Il contributo restituisce il caso di Aquileia, in particolare trasformazioni apportate sul complesso basilicale durante il primo conflitto mondiale che hanno rappresentato un riassetto dell’area modificandone la percezione e l’uso fino ai giorni nostri, anche se, all’apparenza, non sembrano aver lasciato traccia alcuna.

2018 is the anniversary of the end of the Great War, the Italian troops were mainly engaged along the Eastern Alps. Italy wins after three years of war and some conquered territories officially become Italian. Alto Adige, Venezia Giulia and the lower Friuli have been united to the Italian Kingdom, after almost 60 years of the Unity of Italy, and so today celebrate their century as Italians. A process of annexation that has produced war destruction but also processes of rearrangement and transformation of cities and territories imposed by the new government. The paper focuses on the city of Aquileia, in particular on the actions of transformation of the Basilica complex during the First World War and that have modified its perception and use up to the present days.

 

Nicola Vazzoler, Architetto e Dottore di Ricerca in Politiche territoriali e progetto locale (con la tesi “Intensità urbana, un rapporto ragionato a partire dal caso di Roma”), è ora assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre. Impegnato nella didattica (Università degli Studi di Trieste, IUAV e RomaTre), nella ricerca (fra gli altri il PRIN “Territori post-metropolitani”) e nell’attività professionale (“Piano di Assetto dell’Area archeologica monumentale del Colosseo” per RomaTre). È co-fondatore di GU | Generazione Urbana (con il quale ha seguito il “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” per DGAAP MiBACT) e collabora con i giornali on-line di settore UrbanisticaTre e Planum.

Nicola Vazzoler, Architect, PhD in Urban Policies and Local Project (dissertation: “Intensità urbana, un rapporto ragionato a partire dal caso di Roma”) now is Research fellow at Rome Tre University. He did educational work and research at the universities of Trieste, IUAV (Venice) and Roma Tre (including PRIN “Territori post-metropolitani”). As a professional, he participated in the drafting process of a number of urban development plans (including “Piano di Assetto dell’Area archeologica monumentale del Colosseo” for RomaTre). He is co-founder of GU | Generazione Urbana (including “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” for DGAAP MiBACT) and works with online journals UrbanisticaTre and Planum.

U3 iQuaderni call for paper

UrbanisticaTre launches a call for paper for a new Quaderno edited by Alessandro Coppola & Arman Fadaei:

Iranian cities
An emerging urban agenda at a time of drastic alterations

 

“Increased attention has been directed towards Iran in its various political, economic and social aspects in recent years. This is partially because of the new, although contested and unstable, reconcilement of the country’s relationship with EU and US that has brought about a new wave of flows of people, capitals, information and attention towards the country. However, this is only the last episode of a longer chain of crucial political changes in the past four decades that have had direct and significant impact on the material and un-material structures of Iranian cities and on the national urban agenda.

Urbanization in Iran has been tumultuous since the conception and launching of modern urban planning in 1967. Structural changes such as the 1979 revolution and its aftermaths disrupted the new born planning agenda and, after several years of halt, reframed and reorganized the entire state planning apparatus and system. The situation of extreme instability characterizing to revolution and War periods (1981-89) did not only hinder the process of evolution of planning but favored a central, technocratic agenda as the only feasible method of recovering from these subsequent shocks.

Since then, different phases of restructuring in the political-economy and social composition of Iranian society were reflected in relevant, at times significant, alterations of the planning agenda. Changes such as the push towards the fiscal self-subsistence of municipalities during early 1990s neo-liberal policies; the establishment of a multi-scalar framework of governance – from neighborhoods to cities – in late 1990’s following the advent of the reformists to national power; the launching of state-led mega-scale projects as populist attempts towards modernization and beautification of the cities during the 2000s; the promotion of new towns within a renewed paradigm that attempted to accommodate burgeoning housing demand and tame informal urbanization, are only some of the adjustments that were produced in these years in the planning domain. On the backdrop of these changes, several ongoing and persistent trends continuously affected Iranian cities during this period. From the gradual and consistent erosion of urban environmental assets to the widening gaps in terms of inequality and access to public facilities and amenities, from growing problems of mobility congestion to an expanding housing crisis involving with particular virulence large metropolitan areas.

This issue of iQuaderni of U3 focuses on Iranian cities and metropolitan areas and on how they have been reshaped in relation to these structural shifts and changes in planning and policies”.

Please read the full call at this link and send an extended abstract by  February 28th.

IMG_copertina  copia 2

Il patrimonio culturale oggi

Baelo Claudia: la rinascita del passato. Approccio per una digitalizzazione del patrimonio culturale

di Marco Della Rocca

 

L’articolo vuole porre l’attenzione sulle più aggiornate tecniche per l’acquisizione metrica 3d dei modelli degli edifici e una loro successiva rielaborazione in ambiente BIM. Sarà ipotizzata una procedura per la digitalizzazione dell’intera collezione museale del nuovo museo realizzato dall’architetto Guillermo Vázquez Consuegra usando le tecniche structure from motion (SFM), soluzioni open source e low cost. In particolare saranno utilizzati i programmi SFM Photoscan e Phython Photogrammetry Toolbox, confrontando vantaggi e svantaggi tra le due tecniche, per l’elaborazione di nuvole di punti che poi saranno importate in ambiente BIM e modellate per la ricostruzione 3d degli oggetti museali.

The article aims to focus on the most up-to-date techniques for the metric acquisition of 3D models of buildings and their subsequent reworking in the BIM environment. A procedure will be proposed for the digitalization of the entire collection of the new museum created by architect Guillermo Vázquez Consuegra using the techniques structure from motion (SFM), open source and low cost solutions. In particular, the SFM Photoscan and Phython Photogrammetry Toolbox programs will be used, comparing the advantages and disadvantages between the two techniques, for the processing of point clouds that will then be imported into the BIM environment and modeled for the 3D reconstruction of museum objects.

 

Marco Della Rocca, Dottorando presso il Dipartimento di Storia, Architettura e Design del Politecnico di Torino. Consegue il titolo di Laura Magistrale in Architettura, costruzione e città presso il Politecnico di Torino. La sua tesi di dottorato si occupa di architettura civile realizzata a Trento tra il 1815 e il 1918, con uno sguardo particolarmente attento agli ultimi anni del XIX secolo. L’ultimo suo saggio in corso di stampa è: “Le Scuole magistrali: un esempio di politica di potenziamento scolastico in Trentino” inArchivio Trentino”.

Marco Della Rocca, Ph.D. at the Department of History, Architecture and Design of the Turin Polytechnic. He holds a degree in Architecture, Construction and Town from the Polytechnic of Turin. His doctoral thesis deals with the civil architecture realized in Trento between 1815 and 1918, with a particularly attentive look at the last years of the nineteenth century. His latest essay in the press is: “Magistral Schools: An Example of School Enhancement in Trentino” in “Archivio Trentino”.

Copertina copia 2

Il gioco di parole

Trademarking, sinonimia e stagionalizzazione del vocabolario urbanistico.

di Simone Rusci

 

Negli ultimi anni l’urbanistica ha arricchito il proprio vocabolario aggiungendo termini fino a poco tempo fa sconosciuti o inutilizzati. Se da una parte questa tendenza ha tenuto vivo il dibattito urbanistico, ha dall’altra condotto ad effetti inattesi e non sempre positivi. In questo articolo sono affrontati, non senza intento provocatorio, tre effetti riscontrabili in questo complesso milieu linguistico: il trademarking, la sinonimia e la stagionalizzazione del lessico, ritenuti tre fenomeni distorsivi di questa espansione linguistica.

In the last few years urban planning enriched its vocabulary adding new unknown and unused terms until recently. On the one hand this trend kept alive the planning debate, on the other it produced unexpected and not always positive effects. This article, not without provocative intent, underlines three effects which are verifiable in the linguistic complexity milieu: trademarking, synonymy and the lexicon seasonal, considered the three distorting phenomena of this linguistic expansion.

 

Simone Rusci Architetto e dottore di ricerca, svolge le proprie ricerche nell’ambito del rapporto tra l’urbanistica e l’economia urbana, con particolare riferimento alle influenze della rendita nei processi di organizzazione della città. Dal 2015 è professore a contratto di tecnica urbanistica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa.

immagine di copertina copia 2

Borgata romana = apertura

 

 

di Nicola Vazzoler

 

La lettura del libro “Borgate romane. Storia e forma urbana”, a cura di Milena Farina e Luciano Villani, mi pare suggerisca, o sottintenda, con una certa frequenza, il termine apertura, nelle diverse accezioni che gli si possono attribuire. Una frequenza che sollecita nel lettore approfondimenti sul caso delle borgate e collegamenti e rimandi a questioni altre. Il seguente contributo cerca di restituire, in modo sintetico, quei collegamenti e rimandi sollecitati, a volte anche involontariamente, dagli autori e centrati sulle accezioni del termine apertura, per esempio: dibattito rimasto in sospeso e necessariamente da riprendere in mano, prospettiva di ampio respiro, spazio fisicamente continuo e tangibile o progetto non vincolato a rigidi schemi.

The book “Borgate romane. Storia e forma urbana” (edited by Milena Farina and Luciano Villani) seems to suggest with a certain frequency the term openness in its various meanings. A frequency that suggests to look into the “borgate” (main theme of the book) and refers to other issues. The paper wants to describe very briefly those issues that the authors propose in some cases involuntarily, e.g.: unsettled past debates; wide readings; physically continuous and tangible space; not bounded project to rigid schemes; etc ..

 

Nicola Vazzoler, Architetto e Dottore di Ricerca in Politiche territoriali e progetto locale (con la tesi “Intensità urbana, un rapporto ragionato a partire dal caso di Roma”), è ora assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre. Impegnato nella didattica (Università degli Studi di Trieste, IUAV e RomaTre), nella ricerca (fra gli altri il PRIN “Territori post-metropolitani”) e nell’attività professionale (“Piano di Assetto dell’Area archeologica monumentale del Colosseo” per RomaTre). È co-fondatore di GU | Generazione Urbana (con il quale ha seguito il “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” per DGAAP MiBACT) e collabora con i giornali on-line di settore UrbanisticaTre e Planum.

Nicola VazzolerArchitect, PhD in Urban Policies and Local Project (dissertation: “Intensità urbana, un rapporto ragionato a partire dal caso di Roma”) now is Research fellow at Rome Tre University. He did educational work and research at the universities of Trieste, IUAV (Venice) and Roma Tre (including PRIN “Territori post-metropolitani”). As a professional, he participated in the drafting process of a number of urban development plans (including “Piano di Assetto dell’Area archeologica monumentale del Colosseo” for RomaTre). He is co-founder of GU | Generazione Urbana (including “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” for DGAAP MiBACT) and works with online journals UrbanisticaTre and Planum.

La città che sale, Umberto Boccioni, 1910 (dominio pubblico) copia 2

LA CITTÀ POSTCAPITALISTA?

L’architettura nella città infinita:

Spunti (aperti) di riflessione a partire dalla teoria della città di Massimo Cacciari

di Cosimo Campani

 

Il presente contributo vuole indagare sui rapporti complessi e contraddittori che caratterizzano la città contemporanea, talvolta spingendosi anche verso la costruzione di ipotesi sulla città del futuro. Partendo dalle teorie sulla città contemporanea di Massimo Cacciari, l’articolo si propone di captare alcuni riferimenti storici, sociali e politici per riflettere in maniera più concreta sulle possibilità e le contraddizioni che la metropoli ci presenta. In termini spaziali, si proverà a capire i non confini della città contemporanea, sino ad arrivare alla definizione di una città infinita, senza nè spazi nè luoghi, passando poi invece a una riflessione sociale sulla natura politica della disciplina dell’architettura ed il ruolo dell’architetto come intellettuale nella società moderna – con lo scopo ultimo di arrivare a capire cosa vuol dire postcapitalismo oggi e perchè bisognerebbe parlarne.

This paper is concerned with the difficulties that the discipline of architecture has encountered in thinking about and articulating the social questions which characterizes the modern metropolis (and then, maybe, its future evolutions). Starting with an analysis of Massimo Cacciari’s theories on the contemporary city, the essay attempts to engage with the broader historical, social and political issues emerging in nowadays metropolis – challenging traditional spatial approaches to urbanism through the conception of an infinite city, without space or places, and, furthermore, calling on the need for a socio-political re-conception of architecture and urbanism as well as on the role of the architect as intellectual. Conclusively, an attempt is made at defining the meaning and significance of the concept of post-capitalism in reshaping our approach to architecture.       

 

Cosimo Campani è un architetto formatosi tra Roma (BA Architecture, Roma3) e Londra (MA Architecture, Royal College of Art). Il suo lavoro è stato esposto presso l’università di Oxford, al MAXXI di Roma, all’Impact Hall di Bangkok, presso l’Hong Kong University e la St Petersburg University, allo Strelka Institute di Mosca, al Royal College of Art ed al Royal Institute of British Architects di Londra. Dopo le esperienze a OSA Architettura e Paesaggio e Integrated Field di Bangkok, attualmente collabora con lo studio Fuksas.

immagine copertina copia

Le forme dell’equità

Perequazione tra rendita assoluta e rendita differenziale

di Simone Rusci

 

L’articolo offre una lettura della perequazione urbanistica distinguendo le forme di cattura della rendita assoluta, ormai consolidate e diffuse, da quelle più sperimentali ed embrionali di cattura e gestione della rendita differenziale. L’integrazione tra queste due forme della perequazione è da ritenersi infatti, nel prossimo futuro, auspicabile (e forse necessaria) per garantire livelli di equità e di investimento pubblico anche in assenza di dinamiche urbane espansive. A margine della riflessione sono proposti alcuni percorsi di ricerca ancora in atto.

The article provides an urban equalisation reading, making a difference between scarcity rent capture forms, which are almost consolidated and spreaded, and the differential rent ones that, on the contrary, are experimental and germinal. Integration between these two forms of equalisation must be considered, in the near future, desiderable (and perhaps necessary) in order to ensure accettable equity level and pubblic investments, even without expansive urban dynamics. At the end of the article some research paths are still in progress.

 

Simone Rusci. Architetto e Ph.D, svolge le proprie ricerche nell’ambito del rapporto tra l’urbanistica e l’economia urbana, con particolare riferimento alle influenze della rendita nei processi di organizzazione della città. Dal 2015 è professore a contratto di tecnica urbanistica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa.

SanPaolo_TizianaFicacci copia

Pioggia e trasporti pubblici

Alcune considerazioni sugli effetti delle piogge intense sui trasporti pubblici romani

Lorenzo Barbieri

 

Non è una novità che la pioggia intensa a Roma mandi in tilt il traffico pubblico e privato, come è accaduto il 10 settembre 2017: diverse stazioni della metropolitana sono state chiuse e varie linee di superficie hanno subito ritardi, deviazioni e limitazioni. Questo contributo sottolinea la necessità di agire con interventi di manutenzione della rete e di approntare un piano per la gestione del servizio durante gli eventi meteorologici estremi. Sono brevemente indicati alcuni tipi di intervento attuabili per la capitale.

It is a very well known fact that heavy rain disrupts Rome’s traffic, as it happened on 10th September 2017: many underground stations had to be closed, while bus and tram lines were delayed, diverted or curtailed. This paper highlights how important it is to maintain the transport network and to prepare a sound plan for managing the transport service during extreme weather events. The article briefly shows some types of action that can be implemented in the capital city.

 

Lorenzo Barbieri si è formato in pianificazione urbanistica e territoriale a Venezia (2007), Milano (2010) e Newcastle-upon-Tyne (2011). Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Politiche territoriali e progetto locale a Roma Tre (2016), è stato assegnista di ricerca nello stesso ateneo all’interno del programma Smart Environments. I suoi interessi di ricerca riguardano le politiche dei trasporti e le questioni legate ai cambiamenti climatici.

Imm di Copertina copia 2

ADIEU AU LANGAGE #05

L’Architettura della Moda

di Flavio Graviglia

 

La relazione tra la moda e l’architettura è antica quanto la nascita della moda stessa, ma è solo negli ultimi decenni che i legami tra le due discipline si sono intensificati, incontrandosi in un luogo specifico: il <Flagship store>.

Si definisce flagship store (o concept store) quella tipologia di negozi che non mira a vendere semplicemente un articolo, ma a creare, attraverso la gestione dello spazio architettonico, un’atmosfera capace di identificare il brand della casa. Nel presente articolo ne ripercorriamo la storia, dalla nascita sino alla recente collaborazione tra lo stilista Valentino e l’architetto David Chipperfield.

The relationship between fashion and architecture is as ancient as the birth of fashion itself, but it is only in recent decades that the connection between the two disciplines has intensified, coming together in a specific place: the “Flagship store”.

A Flagship store (or concept store) is a type of store whose aim is not simply to sell an article but to create, through the configuration of the architectural space, an atmosphere capable of identifying a specific brand. In this article, we review the story from the beginning to the recent collaboration between the stylist Valentino and the architect David Chipperfield.

 

Flavio Graviglia, architetto e dottorando in “Paesaggi della Città Contemporanea” è laureato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre con una tesi sull’influenza e le relazioni tra fotografia e architettura, ha approfondito gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia sostenendo esami di Estetica e Storia della Fotografia. Parallelamente agli studi universitari ha lavorato come fotografo, pubblicando ed esponendo in contesti nazionali e internazionali. Ha vissuto a Parigi studiando all’École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville.

Attualmente svolge attività di ricerca e assistenza docenti presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre e l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais. A seguito del suo lavoro di ricerca ha ottenuto il <PREMIO DIASTIZEIN Per la Teoria di Architettura> ed il III Premio del <Concorso Giovani Critici, VI Edizione>.

Flavio Graviglia, Architect and PhD candidate in “Contemporary City Landscapes”, obtained his Bachelor of Science degree in Architecture from Roma Tre University with his Master’s thesis on the influence and connections between photography and architecture. He continued his studies at the Faculty of Philosophy and Letters, where he took exams in Aesthetics and the History of Photography. At the same time, he worked as a photographer, and had his work published and exhibited in various national and international settings. He has lived in Paris where he studied at the École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville and is, currently, conducting research at the Faculty of Architecture of Roma Tre University and at the École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.

 

UrbanisticaTre lancia una call for cover per il nuovo Quaderno a cura di Alessandro Coppola & David Gogishvili:

Cities of the South Caucasus:
three decades of transformation

 

The call seeks to build a visual dialogue with the theme of iQuaderni#15 to be issued in the first quarter of 2018. We are looking for a cover that could be meaningful as regards the theme of cities of the South Caucasus2 : the editors of this issue suggest to explore and analyse the socio-spatial implications of more than 25 years of transition in urban landscapes. The call focuses on the processes developed from the early 2000s, but not exclusively, as this is the period of more intense change in the whole region in terms of political alterations, economic growth and urban restructuring.

How would you answer this call with a picture? How would you represent urban transition in the cities of the South Caucasus? What pictures of the city better describe this kind of change? A neighbourhood? An iconic building? A piece of art or a symbol? A depiction of urban life? We eagerly await your answers!

Please read the full call at this link and send your picture by 30th September.

La call intende costruire un dialogo visuale con il tema de iQuaderni#15 in uscita nel primo trimestre 2018. Cerchiamo quindi l’immagine di copertina che riesca a dire la sua sul tema delle città del Caucaso meridionale: i curatori del numero propongono di esplorare e analizzare le implicazioni socio-spaziali di oltre 25 anni di transizione nei paesaggi urbani di questi territori. La call intende concentrare l’attenzione, ma non è un requisito esclusivo, nei processi posti in essere a partire dagli anni 2000, poiché si tratta del periodo di maggior cambiamento nell’area per quanto riguarda la politica, la crescita economica e la rigenerazione urbana.

Tu come rispondi a questo tema con un’immagine? Come rappresenteresti la transizione nelle città del Caucaso meridionale? Quali immagini della città descrivono al meglio questo cambiamento? Un quartiere? Un edificio particolarmente iconico? Una rappresentazione artistica oppure un simbolo? Una scena di vita urbana? Aspettiamo con curiosità le vostre risposte!

Trovate il testo completo della call a questo link. La scadenza per l’invio dell’immagine è il 30 settembre.