ISSN 1973-9702

THE CAR AS A CASTLE AMONGST CASTLES

The Car as a Castle amongst Castles and mobility after Covid-19

By Rui Alves

 

From my master’s thesis researching the effects of the car in cities and societies, the biggest learning point was the power of the individualization of people within the society and consequent disparity of direction, destiny and objective of their mobility and how this turned cities into “circulation paths”, having changed their use. The political and environmental ideals which used to favour this paradigm have changed though and have made it ‘harder to drive’, more expensive, trying to control pollution, favouring collective and/or light means of transport. The Covid-19 pandemic has changed these ideas – temporarily at least –, proving it isn’t healthy to travel ‘stuffed with dozens of others in a metal box’, and the car became, again, the ‘best tool for mobility’. The current mobility is unbearable though: how much can we learn from this situation, to be environmentally friendly while safe and healthy in our daily routines and travels? This pandemic may be an opportunity to adapt our cities and urban design to the individual needs of people within the collective that’s this globalized world.

 

Rui Filipe Ferreira Alves is a Portuguese architect and researcher, Master at the Porto Faculty of Architecture (Faculdade de Arquitectura da Universidade do Porto – FAUP). Recently he’s been working with the research/studies centre CEAU-MDT at FAUP, with Rui Braz Afonso and Nuno Bigotte, among others, on the development of several studies about small urban agglomerates and the agricultural colonization and consequent landscape transformation. He’s also been expanding his research on the effects of the car in cities and societies, continuing his masters degree dissertation thesis.

SLOW AQUILEIA

Un documento preliminare per una città che si confronta con l’emergenza Covid-19

Di Nicola Vazzoler

 

Il Comune di Aquileia propone un documento di adeguamento alle condizioni attuali e future dettate dalla pandemia da Covid-19. Seppur sia considerata un piccolo centro anche Aquileia sta subendo effetti negativi sugli spazi, sulle relazioni interpersonali e sul tessuto socio economico (attività produttive di ogni grado e operatori culturali legati al patrimonio Unesco). Il documento di indirizzo politico troverà strumenti utili di attuazione grazie alla sinergia con il mondo della ricerca e al confronto con gli stakeholder locali. “Slow Aquileia” intende trovare iniziative e progetti per la città, di breve e lungo periodo, per affrontare e superare la crisi partendo dalle potenzialità locali legate ad un approccio lento dell’abitare.

The Municipality of Aquileia proposes an adaptation document to current and future conditions due to Covid-19. Although Aquileia is a small town, it is still suffering negative effects on spaces, interpersonal relationships, economic activities and cultural operators. The policy document will find useful tools for implementation thanks to the synergy with the world of research and dialogue with local stakeholders. “Slow Aquileia” wants to find initiatives and projects for the city, in the short and long term, to tackle and overcome the crisis starting from the local potential linked to a slow approach to living.

 

Nicola Vazzoler, è architetto e Dottore di ricerca in studi urbani. Ha collaborato a diverse attività di ricerca e formazione presso le Università di Trieste, Università IUAV di Venezia e RomaTre tra cui; la ricerca “Cinquant’anni di standard urbanistici”; il PRIN “Territori post-metropolitani come forme urbane emergenti”; la ricerca H2020 “Open Heritage”. Ha collaborato, inoltre allo sviluppo del “Piano di assetto dell’area archeologica monumentale del Colosseo” (RomaTre) e al “Monitoraggio delle forme periferiche contemporanee a Roma” (DGAAP MiBACT). Ha collaborato con Planum, PPAN e U3.

FIGURE OUT

Di Magda Typiak

 

Questo lavoro è stato realizzato durante la residenza a Prato per il progetto “La Via Della Cina 2019”. Con entrambi i mezzi mi sono posta delle domande sull’essere umano, la sua visibilità e la sua identità all’interno del quartiere del Marcolotto Zero, ponendo l’accento sul contesto di produzione industriale, il contesto di illegalità, la sensazione di distacco dalle proprie radici e da un superamento delle differenze economiche.

Il titolo Figure out porta con sé due messaggi: dapprima l’atto di capire andando a interrogare e indagare le ragioni dei problemi e dei conflitti che possono essere percepiti in quel quartiere; segue il Figure-out, Figura – fuori, che evoca letteralmente il verificarsi dell’esclusione (en. out = escluso /esterno /senza).

La presenza e la visibilità dell’essere umano nel quartiere è molto forte.

Riesco a sentire le persone attorno a me, sento che sono presenze emotivamente e culturalmente molto forti, ma non riesco a conoscerle.

Sono esseri umani la cui identità sembra così decisa ed evidente ma non un sé totalmente invisibile. Mi piacerebbe incontrarne alcuni, ma non posso. Li guardo attraverso la macchina fotografica e dedico loro la mia attenzione e il mio sguardo, con delicatezza e rispetto. Questo è l’unico incontro che riusciamo ad avere, ma per me è comunque molto importante.

Queste sono le persone che ho di fronte: persone che non riescono a sfuggire dalla situazione in cui si trovano e probabilmente nemmeno dalla loro mentalità. Quindo chi sono? Non lo so, perchè forse non lo sanno nemmeno loro.

È una questione davvero fragile che voglio mostrare con il mio lavoro.

 

This work was carried out during the fellowship in Prato for the project “La Via Della Cina 2019”. By both media I asked myself questions about the human being, his visibility and his identity within the Marcolotto Zero district, focusing on the context of the industrial production, the context of illegality, the feeling of detachment from one’s roots and from overcoming economic differences.

The title “Figure out” holds two meanings: first the act of understanding by questioning and investigating the reasons for the problems and conflicts that can be perceived in that neighbourhood; then the ‘Figure-out’, ‘Figure – outside’, which literally evokes the occurrence of exclusion (en. out = excluded/external/without).

The presence and visibility of the human being in the neighbourhood is very strong.

I can feel the people around me, I feel that they are emotionally and culturally very strong presences, but I can’t get to know them.

They are human beings whose identity seems so strong and evident but not a totally invisible self. I’d like to meet some of them, but I can’t. I look at them through the camera and give them my attention and my gaze, with delicacy and respect. This is the only encounter we can have, but it is still very important to me.

These are the people I have in front of me: people who cannot escape from the situation they are in and probably not even from their mentality. So who are they? I don’t know, because maybe they don’t know either.

It’s a really fragile issue that I want to show with my work.

 

Magda Typiak si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica (Master of Arts) e presso la Facoltà di Belle Arti di Torun. Nel 2016 ha studiato presso il Dipartimento di Film e Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Le sue opere sono state esposte in mostre e festival in Polonia e ed altre città tra cui Berlino, Atene, Vienna e l’Istituto di Cultura Polacca a Minsk (Bielorussia). Nel 2015 ha preso parte al Festival “Under Construction” di Varsavia e nel 2016 il suo video le è valso il premio principale in un festival internazionale di arte studentesca presso la Wozownia Art Gallery di Torun.

I film, le fotografie e le installazioni che crea sono creazioni post-percettive. Nei suoi pezzi minimalisti (delicate decostruzioni di spazi) pone domande sull’identità, sia la sua, sia quella collettiva.

IL CONTAGIO URBANISTICO

Effetti temporanei e permanenti del COVID 19 sulla città

Di Valerio Cutini e Simone Rusci

 

Alla conclusione del primo mese di lockdown, l’articolo si interroga sui presumibili effetti che le misure di distanziamento sociale imposte per contenere il contagio avranno sui comportamenti collettivi e sull’organizzazione spaziale delle città. I primi riflessi della crisi sul dibattito urbanistico non hanno che riacceso l’attenzione su temi – la dispersione insediativa come risposta alla concentrazione urbana e la digitalizzazione come forma di despazializzazione di funzioni e interazioni sociali – sui quali l’interesse era da tempo sopito. Una esplorazione disincantata dei prevedibili cambiamenti, scevra da inutili catastrofismi e ingiustificate attese, appare necessaria per cogliere le opportunità portate dalla crisi arginando i rischi di nuove criticità, nuove povertà e nuove forme di marginalizzazione.

 

Valerio Cutini, professore ordinario di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso l’Università di Pisa, si occupa dell’analisi degli insediamenti urbani, dei loro processi evolutivi e della trasformazione diacronica della loro morfologia e del loro assetto funzionale. Tra le sue pubblicazioni: La Forma del Disordine. Tecniche di analisi e progetto urbano ai tempi dello sprawl. Mimesis edizioni

Simone Rusci, ricercatore di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso L’università di Pisa, svolge attività di ricerca nel campo delle interazioni tra sistemi economici e sistemi urbani.  Tra le sue pubblicazioni: La Rigenerazione della Rendita. Teorie e metodi per la rigenerazione urbana attraverso la rendita differenziale. Mimesis edizioni.

FACING UNCOMFORTABLE HERITAGE

Interpreting the Totalitarian Past

By Tinatin Meparishvili

 

The article addresses the importance of interpreting the recent history in the countries with the totalitarian heritage. The controversy of pride and shame of those who are responsible or were part of the totalitarian regimes has digressed the process of coming in terms with the past. The topic is rarely tackled on a governmental level in post-soviet countries or southern Europe. Only on a lower scale, NGOs and research groups try to study, uncover and documents facts, and make them accessible for a larger audience, to raise awareness about the recent history. After all, this is the history that still reminds us of itself in contemporary events. Most of the European countries, who have invested both intellectually, and financially to interpret and learn to live with the past, seem to present their testimony of conciseness about the culpability and the responsibility for what had happened and this way, they make sure that the new generation would never repeat the same mistake.

 

Tinatin Meparishvili (PhD candidate at Roma Tre University) born in Georgia, completed her Bachelor in Architecture at the Academy of Arts in Tbilisi before moving to Germany for a Master of Arts in Heritage Conservation and Site Management at Brandenburg Technical University. Having worked in the field of Tourism, Heritage Conservation and Management, Tinatin is excited to have an opportunity to apply her knowledge and experience to fundamentally explore the challenges that Mass Tourism creates in the historic districts of Rome.

BUROCRATI E MARINAI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Di Anna Laura Palazzo

 

Il libro “Il burocrate e il marinaio” dell’economista Carlo M. Cipolla inquadra i commerci nel porto di Livorno largamente dominati da navi inglesi negli anni in cui la peste si abbatté su Londra (1665-1667). Misure di quarantena furono varate dal Granducato di Toscana per controllare il propagarsi del contagio, con pesanti restrizioni allo sbarco degli equipaggi e allo scarico delle merci. Il conflitto tra burocrazia sanitaria italiana, radicalmente inflessibile anche a rischio di contagio cessato, e i commercianti inglesi che incarnano in qualche modo gli animal spirits, nel rivelare lo scontro tra due diverse culture, trasmette alcune riflessioni sul momento attuale.

 

The book “The Bureaucrat and the Sailor” by economist Carlo M. Cipolla frames the trades in Leghorn port largely dominated by vessels flying the English flag during the great plague that hit London (1665-1667). The quarantine was widely used by the Granduchy of Tuscany as an effective way of controlling the spread of infection, imposing heavy restrictions to landing of crews and unloading of goods. The conflict between the Italian sanitary bureaucracy, radically inflexible even in the absence of a real risk of contagion spreading, and the English traders embodying somewhat of the animal spirits, in disclosing the clash between two different cultures conveys some insights for the time being.

 

Anna Laura Palazzo, Professore ordinario di Urbanistica all’Università “Roma Tre” di Roma. Ph.D. in Pianificazione territoriale e urbana e Specialista in studio e restauro dei monumenti. Coordinatore del Dottorato in “Paesaggi della città contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”. Coordinatore o ricercatore senior di ricerche MED, COST, Marie Curie, Erasmus + sui temi dello sviluppo regionale, rigenerazione urbana, pianificazione del paesaggio, governance urbana, patrimonio. Autrice di oltre 180 saggi, tra cui diversi volumi, numerosi articoli peer-reviewed e rapporti di ricerca internazionali.

LA CINA È VICINA

La Cina al Cinema

Di Ghisi Grütter

 

I film cinesi recenti rappresentano o realtà contadine, o quelle operaie oppure quelle di emarginazione urbana. In questo scritto si prendono in considerazione tre film: uno rappresenta i quartieri nati attorno alle miniere di carbone nel nord, un altro una piccola città di provincia, un altro ancora la periferia di una grande città. Un altro tema portato alla ribalta è il rapporto tra oriente e occidente, considerato sia come modello architettonico e urbano, sia come modello di vita. Così Farewell del 2019 che sembra contrapporre la tradizione al “progresso”, e così anche Al di là delle montagne del 2015 dove viene criticato il modello consumistico di occidentalizzazione a favore delle proprie identità culturali.

 

Most of the recent Chinese films represent either peasant realities, or workers’ ones or those of urban marginalization. In this essay three films are considered: one represents the neighborhoods born around the coal mines in the North, another one a small county town, the third one deal with the pour large city’s suburbs. Another theme brought to the fore is the relationship between East and West culture, considered both as an architectural and urban model and as a social model of life. Thus Farewell (2019) that seems to contrast tradition to “progress”, and so also Beyond the mountains (2015) where the consumerist model of westernization is criticized towards one’s cultural identities.

 

Ghisi Grütter è Architetto e Professore Associato di Disegno. Ha fatto parte del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre fino al 2019, dove ha insegnato Tecniche di rappresentazione e Percezione e comunicazione visiva. Tra le sue pubblicazioni si ricordano i tre volumi di Al cinema con l’architetto, Timìa edizioni 2017/2019, Architettura e rappresentazione. Alcune questioni, Kappa 2015 (a cura di), Immagine aziendale e progettazione grafica, Kappa 2011. Attualmente ha una rubrica nella rivista “Ticonzero”, scrive su “DeA, donne e altri” e collabora a “Bookciack magazine”.

NOTES ON PERCEPTION AND REPRESENTATION

By Rafael Sousa Santos

 

With this paper it is intended to address the perceptual aspect of representation, according to the following proposition: representation is the key of a privileged perception. Through the bibliographical review of a multidisciplinary set of authors – with particular focus on the work of Alberto Carneiro and Joaquim Vieira –, it is expected to verify the referred proposition according to three main subjects: first, perception-through-representation as a significant procedure to broaden and deepen the intelligibility of things; second, perception-through-representation as a form of knowledge based on conscious activity and the individual’s own sensitivity; and third, perception-through-representation as revelation and construction of the individual.

 

Rafael Sousa Santos (Portugal, 1991) graduated in Architecture by the University of Beira Interior (DECA-UBI), Portugal (2013). Has his master’s in Architecture by University of Porto (FAUP), Portugal (2016), where he participates as intern in the Center for Studies of the Faculty of Architecture (CEFA). Currently he is a Ph.D. candidate in Architecture at FAUP (with supervisors from FAUP, Politecnico di Milano and Aahrus University). He has also collaborated in the curricular units of Urban Economy and Urbanistics 2 of Integrated Master’s in Architecture (MIARQ) at FAUP (since 2017).

A PROPOSITO DI VILLA DELIELLA

Riflessioni sul costruire ‘dove era come era’

di Giuseppe Ferrarella

 

L’articolo, mosso dal recente interesse per villa Deliella, opera liberty progettata da Ernesto Basile demolità nel secolo scorso, presenta alcune riflessioni sull’inopportunità del ricostruire ‘come era dove era’.

Moved by the recent interest for villa Deliella, a demolished Art Nouveau mansion designed by Ernesto Basile, the article presents some reflections on the inopportunity of rebuilding ‘as it was where it was’.

 

Giuseppe Ferrarella è architetto e Dottore di Ricerca; si laurea con lode presso la facoltà di Architettura Palermo. Ha frequentato il Master Architettura, Storia, Progettoe si è specializzato in Cultura del Progetto in ambito archeologico presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre dove ha conseguito, nel 2018, il titolo di Dottore di Ricerca in Architettura con una ricerca sulle logiche di trasformazione urbana delle città stratificate.

Vive, progetta e studia tra Roma e Palermo.

 

THE MORAL QUESTION IN ADOLF LOOS

 

by Rafael Sousa Santos

 

It is proposed to develop a critical reading of some of the main writings of the Austrian architect Adolf Loos (1870-1933), seeking to recognise the foundations of his thinking, above all, about man as an architect and his practice. This paper is organised according to three main themes: 1. the identification of Loos with classical culture according to the concepts of beauty, truth and justice; 2. his considerations on the relationship between ornamentation, culture and society; and 3. his proposal for the reframing of architecture and the architect’s activity between the arts and crafts through the moral question.

 

 

Rafael Sousa Santos (Portugal, 1991) graduated in Architecture by the University of Beira Interior (DECA-UBI), Portugal (2013). Has his master’s in Architecture by University of Porto (FAUP), Portugal (2016), where he participates as intern in the Center for Studies of the Faculty of Architecture (CEFA). Currently he is a Ph.D. candidate in Architecture at FAUP (with supervisors from FAUP, Aalto University and Aahrus University). He has also collaborated in the curricular units of Urban Economy and Urbanistics 2 of Integrated Master’s in Architecture (MIARQ) at FAUP (since 2017).

STORIE DAI MARGINI

Tre passeggiate tra Genova ed il suo porto

 

by Giuseppe Ferrarella

 

Un libro minuto per tre passeggiate tra la città e il porto di Genova.

 

A small size the book invites for a walk between Genova city and harbour.

 

Giuseppe Ferrarella è architetto e Dottore di Ricerca; si laurea con lode presso la facoltà di Architettura Palermo. Ha frequentato il Master Architettura, Storia, Progetto e si è specializzato in Cultura del Progetto in ambito archeologico presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre dove ha conseguito, nel 2018, il titolo di Dottore di Ricerca in Architettura con una ricerca sulle logiche di trasformazione urbana delle città stratificate.

Vive, progetta e studia tra Roma e Palermo.

FACING CLIMATE CHANGE

 

Ecological and Spatial Quality in Flood-Risk Strategies

by Camilla Di Nicola

The role of the designer in flood risk management strategy development is currently often restricted to the important but limited task of optimally embedding technical interventions (Nillesen, 2014). These interventions that take place only at an advanced stage of the project cannot be satisfactory nor complete. The landscape architect or the urban planner should have a decisive role in water management policy in order to promote both safety and spatial quality of cities at risks. Landscape architects study the intrinsic qualities of the site, being able to design a project more integrated with the context and safer in the long term. The generates a place that respects the imposed safety standards and the same time it creates a dynamic and interactive environment.

It is, then, fundamental to develop an integrated approach in which ecological and spatial quality can be both included in the strategy development of regional flood-risk management, also becoming a decisive aspect in the initial phases of the project.

 

Camilla Di Nicola is a master student of Landscape Architecture at Delft University of Technology (TU Delft), in the Netherlands. During her bachelor she participated in the Erasmus program in Oporto, Portugal and then she graduated in 2018 at Roma Tre University. In the Netherlands she worked at “Defacto Architecture & Urbanism” office, in Rotterdam, where she studied and worked on many water-related projects inside and outside the Netherlands, there her interest in water, climate change and urbanisation has grown considerably.

BETWEEN EXHAUSTION AND CREATIVITY

 

The Burnout Society of Byung-Chul Han

 

by Rafael Sousa Santos

According toByung-Chul Han, there seems to be a tendency for contemporary society to evolve into a state of general exhaustion – a society of tiredness. However, although this path towards tiredness presents itself as an inevitability, it is the way that tiredness is understood and lived that will determine the character of the future society. With this paper it is intended to develop a critical reading of Byung-Chul Han’s book The Burnout Society, seeking to achieve three objectives: 1. to recognize his fundamental ideas – which will constitute the formulated thesis; 2. to identify his motivations and the followed argumentative structure; and finally, 3. to highlight his contributions to the understanding of man (both individual and social) in contemporaneity.

 

Rafael Sousa Santos (Portugal, 1991) graduated in Architecture by the University of Beira Interior (DECA-UBI), Portugal (2013). He has his master’s in Architecture by the University of Porto (FAUP), Portugal (2016), where he participates as intern in the Centre for Studies of the Faculty of Architecture (CEFA). Currently he is a Ph.D. candidate in Architecture at FAUP (with supervisors from FAUP, Aalto University and Aarhus University). He has also collaborated in the curricular units of Urban Economy and Urbanistics 2 of Integrated Master’s in Architecture (MIARQ) at FAUP (since 2017).

UN DIALOGO CON CELLINI

 

Note su un’idea di architettura

Recensione di Saper credere in architettura. Trentaquattro domande a Francesco Cellini a cura di Laura Pujia

 

di Giuseppe Ferrarella

A dispetto delle sue dimensioni ridotte, il libro Saper credere in architettura. Trentaquattro domande a Francesco Cellinisi rivela carico di spunti di riflessione e idee profonde sulla disciplina del progetto. Edito dalla CLEAN Edizioni nel 2019, è stato curato da Laura Pujia.

Despite its small size the book Saper credere in architettura. Trentaquattro domande a Francesco Cellini,is full of complex ideas and deep thoughs about design theory.  Published by CLEAN Edizioni in 201, it was edited by Laura Pujia.

 

Giuseppe Ferrarella è architetto e Dottore di Ricerca; si laurea con lode presso la facoltà di Architettura Palermo. Ha frequentato il Master Architettura, Storia, Progettoe si è specializzato inCultura del Progetto in ambito archeologicopresso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre dove ha conseguito, nel 2018, il titolo di Dottore di Ricerca in Architettura con una ricerca sulle logiche di trasformazione urbana delle città stratificate.

Vive, progetta e studia tra Roma e Palermo.

 

MOBILITY AS AN URBAN VALUE

Mobility as an urban value: Concerning road monofunctionally and urban regeneration

by Rafael Sousa Santos

 

In the last decades, the demographic and extensive urban growth was provided by the generalization of the self-mobility, which allowed an increasingly scattered occupation of the territory. The mono functionality of this new urban model and the lack of equity of the road solution are clear indications of its failure as an exclusive response to contemporary urban mobilities. With this paper it is intended to achieve three main objectives: 1. to identify the process of urban transformation initiated in the 20thcentury and its connection to the progress of individual mobility; 2. to recognize the contemporary condition of adapted or designed urban spaces according to the road imperative and its consequences to the ways of living; and 3. to determine the prospects for urban mobilities and the regenerative hypothesis for modern urbanistics inheritances.

 

Rafael Sousa Santos (Portugal, 1991) graduated in Architecture by the University of Beira Interior (DECA-UBI), Portugal (2013). Has his master’s in Architecture by University of Porto (FAUP), Portugal (2016), where he participates as intern in the Centre for Studies of the Faculty of Architecture (CEFA). Currently he is a Ph.D. candidate in Architecture at FAUP (with supervisors from FAUP, Aalto University and Aahrus University). He has also collaborated in the curricular units of Urban Economy and Urbanistics 2 of Integrated Master’s in Architecture (MIARQ) at FAUP (since 2017).

 

LA EVOLUCIÓN DEL MUNDO DEL MOSAICO

el arte musivario como  un elemento decorativo transmisor de ideologias y coadyuvante a la mezcla de culturas  diversas

di José Antonio Torres de la Fuente

 

El objeto de esta comunicación es poner de manifiesto la importancia del mosaico como una fuente histórica, para la transmisión de pensamientos e ideologías, evidenciando como las culturas pueden enriquecerse entre sí. La esencia  de la finalidad decorativa del mosaico, creado a partir de trozos de piedras o de otros materiales (cerámica o vidrio), se ha mantenido a través de los tiempos, aunque la intensidad de su uso ha variado, desde épocas que tenía una gran preponderancia hasta épocas que pueden considerarse prácticamente nulo su uso. Esta riqueza ha pasado a formar parte de nuestro patrimonio cultural, material e inmaterial, que debe de ser protegido. En  la Unión Europea, será competencia de las autoridades nacionales, pero debe tenderse para una  mejor protección a una normativa jurídica única en todos los estados miembros, pero sin olvidar que en su aplicación cada estado debe hacerla atendiendo  a  sus características históricas, culturales y sociales propias.

 

The purpose of this communication is to highlight the importance of the mosaic as a historical source, for the transmission of thoughts and ideologies, evidencing how cultures can enrich each other. The essence of the decorative purpose of the mosaic, created from pieces of stones or other materials (ceramic or glass), has been maintained through the ages, although the intensity of its use has varied, since times that it had a great preponderance until others that can be considered practically null use. This wealth has become part of our cultural heritage, material and immaterial, which must be protected. In the European Union, it will be the responsibility of the national authorities, but there must be a better protection to a single legal regulation in all the member states, without forgetting that in its application each one must do it taking into account its historical, cultural and social characteristics.

 

José Antonio Torres de la Fuente, dottorando in cotutela tra l’Università Roma Tre, Dipartimento di Architettura, e l’Università di Malaga, Facoltà di Turismo. Sta redigendo una tesi dal titolo: “Salus per aquam. El balneario histórico y su proyección en el fenómeno social del turismo: casos comparados entre Italia y España”,  correlatore italiano Professor Antonio Pugliano e correlatore di Málaga Professor Francisco José Rodríguez. Avvocato del Ministerio de Obras Públicas, professore della Scuola Ufficiale di Turismo della Costa del Sol. Esercita come avvocato dal 1982 ad oggi.

WILDSCAPES URBANI

Un rapporto quotidiano, identitario e immaginario

di Giulia Pandolfi

 

Questo lavoro ripercorre alcune fasi di un processo che ha  forgiato un nuovo concetto di Wildscape – paesaggi selvaggi nell’ambito cittadino e indaga quali siano gli elementi progettuali che possano contribuire a definire questa nuova realtà, in cui si vuole ristabilire un rapporto quotidiano e concreto tra natura e vissuto urbano.

This article retraces some stages of a process that shaped a new concept of Wilderness and investigates which are the design elements that can help this new  theory, in order to re-establish a daily and stable relationship between nature and urban life.

 

Giulia Pandolfi, laureata in Architettura – Progettazione Urbana all’Università Roma Tre, ha conseguito nel 2018 il dottorato di ricerca in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”presso la stessa università. Si occupa di urbanistica e paesaggio e nell’ambito della formazione dottorale ha approfondito la Foresta Urbana e i problemi e le opportunità della gestione dell’acqua piovana, vista come sfida ma anche risorsa per la progettazione dell’habitat urbano.

PER UN APPRENDIMENTO PERENNE

 

In memoria di Carlo Donolo, urbanista “passatore” di frontiere

di Martina Pietropaoli

 

Poliedrico autore dalla disciplina morale ferrea e dal pensiero libero, Carlo Donolo ci ha lasciati due anni fa. È stato parte del Comitato Scientifico di Urbanistica Tre, solo uno dei vuoti che lascia. Attorno a questa mancanza sembra essersi dissolta una tonalità del milieucircoscrivibile ma denso degli Studi Urbani, nelle accademie italiane. Con l’occasione della presentazione del libro Affari pubblici. Benessere individuale e felicità pubblica tra sapere e potere(Franco Angeli, 2017), Simone Ombuen ha proposto insieme all’associazione Eutropia onlus un Seminario dall’omonimo titolo (13 maggio, Dipartimento di Architettura Roma Tre) per riscoprire gli orli di un’eredità pulsante. Il ritratto non è un mosaico ma un insieme di propositi di ricerca che del pensiero di Carlo Donolo continuano a guardare modi e lampi. La sfida, che riceve carburante dal lessico di questo urbanista umanista, è la riscoperta di un vocabolario comune, capace di rifondare il patto tra realtà e indagine pubblica.

A multifaceted author with a strong moral discipline and a graceful thought, Carlo Donolo died two years ago.He was part of the Scientific Committee of Urbanistica Tre and it is just one of the voids missing his voice. With this loss, it seems that something of the well defined milieu of the Urban Studies has been dissolved in Italian academies. Simone Ombuen proposed, with Eutropia onlus, a Seminar (13thof May 2019, Dipartimento di Architettura, Roma Tre) where was also presented last Donolo’s homonymous book: “Affari pubblici. Benessere individuale e felicità pubblica tra sapere e potere” (Franco Angeli,  2017). The portrait is not a mosaic but a set of research proposals that continue to consider the methods and the intuitions of Carlo Donolo’s thought. The challenge, which receives inspiration from the vocabulary of this humanist urbanist, is the rediscovery of a common vocabulary, in the direction of a renewed pact between reality and public investigation.

 

Martina Pietropaoli, attualmente Dottoranda in “Paesaggi della città contemporanea: politiche, tecniche e studi visuali” (Dipartimento di architettura, Roma Tre, XXXIII ciclo), è nella Redazione di Urbanistica Tre. Con la tesi specialistica in Progettazione urbana “La vigna come progetto” e la tesi triennale in Scienze dell’architettura “Cura/architettura” si è interrogata sul ruolo della coscienza e dell’intenzionalità nel progetto architettonico e urbano. I suoi interessi per l’oggetto della città europea muovono attorno alle implicazioni filosofiche, antropologiche e sociali delle tecniche di trasformazione urbana. Indaga modi antichi e nuovi di connettere narrazione e costruzione.

GUIDING OUT

 

Urbanism and Education

by Martim Guimarães da Costa & Nuno Bigotte Santos

 

The universal education and teaching system became a major concern in our societies and had some new important approaches, as a result of a growing multilateralism around this theme, by the end of the last century. However, the interaction between this system and municipalities has still a gap that creates urbanistic and educational problems in our contemporary developed and globalized world. In addition, another problem is that the way we make city, encourages traffic, congestion, social segregation, lack of a culture of citizenship against fear. Following these concerns, in this article we approach the urgent needs that municipalities have to address, from an educational point of view, their institutional relationship with schools, considering that public and urban spaces, such as streets, may be used as flexible spaces or “living rooms” accessible to all generations and welcoming interactions between schools associations, thus enabling them to host a neighbourhood network, which acts per se as a means of controlling and protecting children.

 

 

Martim Guimarães da Costa has a master’s degree in Architecture. In his thesis he used the written and constructed works of the architects Eduardo Souto de Moura and Giorgio Grassi, using their pre-existence intervention methodologies in order to analyse the relationship between the ruins and the landscapes where they are inserted. His work is carried out at various scales, from urban planning to furniture design. He designed single-family houses, multifamily housing, museums, services, commerce and public spaces, in study and execution projects in various contexts, such as for new construction, restoration, preservation, rehabilitation and urban regeneration. His research interest focuses on urban regeneration policies, areas of urban rehabilitation and preservation of built heritage.

Nuno Bigotte Santos has an Economics Degree and a Master Degree in Spatial Planning, Innovation and Development Policies. His academic studies and professional experience focus on the idea of Optimization: of processes and resources, but also of behaviours, in a company environment as well as in a territorial governance point of view. He is collaborating and working at CCDR-N, the Northern Regional Authority of Portugal, analysing investment projects within the EU funds, but also he is collaborating with the Faculty of Architecture of the University of Porto in different projects related with spatial planning as a member of the CEAU (Centre for Architect and Urbanism Studies).

COME PROSEGUIRE?

 

Gli Architetti di Zevi al MaXXI

di Lucia Nucci

 

No all’architettura della repressione, classicista barocca dialettale. Si all’architettura della libertà, rischiosa anti-idolatrica creativa. Bruno Zevi

In occasione del centenario della nascita, il MAXXI ha dedicato una mostra ed un volume realizzati in collaborazione con la Fondazione Bruno Zevi, al grande storico, docente, critico, politico e progettista e a quell’architettura italiana moderna e contemporanea che ha sostenuto e promosso con il suo lavoro. Attraverso disegni, plastici, materiali visivi e saggi la mostra ed il volume hanno reso più chiaro il ruolo fondamentale che ha ancora Zevi nel dibattito architettonico.

No to the architecture of repression, classicist baroque dialectal. Yes to the architecture of freedom, dangerous anti-idolatrist creative. Bruno Zevi

On the occasion of his birth, MAXXI has devotedan exhibition and a book produced in collaboration with the Fondazione Bruno Zevi to the great historian, lecturer, critic, politician and designer and to the modern and contemporary Italian architecture he supported and promoted through his work. Through drawings, models, visual materials and essays the exhibition and the book intend to clarify the fundamental role that still Zevi plays in the architectural debate.

 

 

Lucia Nucci (Roma, 1971). Architetto, è professore associato in progettazione urbanistica (2014), Dipartimento di Architettura Roma Tre, dottore di ricerca in urbanistica (2002), specialista in “Tecniche urbanistiche per le aree metropolitane” (2002). Ha conseguito il Perfezionamento in “Le nuove politiche urbane” (1998). E’ titolare del “laboratorio di progettazione urbanistica” del terzo anno della laurea triennale ed del “modulo di progettazione urbanistica” nel laboratorio di progettazione architettonica 3m della laurea specialistica in progettazione architettonica. Partecipa a ricerche internazionali (coord. dal Prof. Maragall, dalla Prof. Allen, dalla Prof. Vasconcelos) e nazionali (Prin-Recycle, di Ateneo Roma Tre, del MIT). Il campo di interessi riguarda la riflessione teorica e la pratica della disciplina urbanistica con tre temi preferenziali: la riqualificazione della città contemporanea attraverso la progettazione dello spazio pubblico, con particolare attenzione al ruolo strutturante del disegno dei sistemi verdi alla scala urbana e del progetto locale; le politiche per la città contemporanea, nelle formulazioni unificate a scala europea e nella dimensione operativa partecipata a scala locale; la formazione universitaria e post universitaria dell’urbanista, nel duplice ruolo di organizzatore di processi complessi di piano e di operatore specialista del progetto di trasformazione dello spazio antropico, con particolare attenzione ai metodi di trasmissione dei paradigmi progettuali e del linguaggio tecnico disciplinare.